Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere al mio indirizzo: cordialiter@gmail.com

Elenco blog personale

lunedì 26 settembre 2016

"Catturata" da Gesù

Pubblico anche qui la bella lettera che mi scrisse una lettrice del blog vocazionale prima di entrare in monastero...


Caro fratello in Cristo,
                                    [...] ho avuto modo di continuare a pregare, meditare e riflettere, e ho eletto il mio stato di vita, senza dubbio, in libertà e senza condizionamenti: vita religiosa di clausura, tra le monache [...], che ho conosciuto grazie al tuo blog. Quando mi hanno accolta nella foresteria, mi sono sentita subito a casa, ho provato una pace grande già dal primo momento, quando varcavo la soglia della loro porta...prima di conoscerle di persona sapevo che ANDAVO PER RESTARE! La Madre è davvero accogliente e comprensiva, mi ha saputa capire ed indirizzare subito: tra pochi giorni entrerò nel loro monastero per cominciare l'aspirantato! Mi pare un sogno...ma è realtà! Non è stato facile vincere le mie resistenze e quelle di chi avevo accanto, ma con l'aiuto della Madonna si può tutto! Ogni giorno ho letto il tuo blog: ogni post è davvero edificante, consola, tiene compagnia, sprona ad andare avanti, fa sentire che ciò che si vive, gioie e sofferenze della vocazione, le vivono pure altre persone, che esistono ancora ordini ferventi e di stretta osservanza, e c'è chi ancora brama di santificarsi in uno di questi... insomma, non mi sono sentita sola!

Davvero mi hanno fatto riflettere i consigli di S. Alfonso sullo stato di vita da eleggere: matrimonio o vita religiosa! Grazie per i tuoi consigli, [...], OGNI COSA DI QUESTE E' STATA FONDAMENTALE... come tanti piccoli tasselli, che pian piano andavano a formare un meraviglioso mosaico, e grazie per aver parlato nel tuo blog delle monache [...], che non conoscevo, e grazie per la tua preghiera silenziosa, ma fervente...che insieme a quella di altre persone ha ottenuto da Dio che la mia vita cambiasse radicalmente, mi ha dato grazia e forza per accettare la chiamata di Dio!

Prega per me e non ti scoraggiare davanti alle difficoltà, il tuo lavoro è prezioso, e Dio ti ripagherà per ogni sofferenza e solitudine che patisci ora! Tra poco e per il futuro, se Dio vuole, un'anima in più pregherà dalla clausura, per te e per i lettori del blog!

NEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA E NEL CASTISSIMO CUORE DI S. GIUSEPPE.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono felicissimo della splendida notizia che mi hai dato! Devi essere enormemente grata a Gesù buono per il magnifico dono che ti ha fatto! Ti rendi conto? Diventerai sposa del Redentore Divino in uno dei migliori ordini religiosi presenti in Italia! Che grazia! Ah, se tutte le ragazze della tua età potessero capire queste cose, i monasteri di clausura di stretta osservanza verrebbero invasi da moltitudini di spose di Gesù Cristo!

Ti incoraggio a perseverare con tutte le tue forze! Il nemico del genere umano potrebbe tentare di insinuare nella tua mente che non sei fatta per la clausura, ma per la vita attiva. Non credergli, è una tipica trappola per far perdere la vocazione, come insegna S. Alfonso. Infatti il diavolo cerca di seminare dubbi e incertezze, poiché nel torbido pesca sempre qualche cosa. Quindi se una persona entra in un ordine contemplativo, lui insinua di passare in uno di vita attiva, e viceversa. Alcune persone sono cascate in questa trappola, sono uscite dal monastero e hanno fatto una pessima vita.

Quando i mondani sapranno che sei partita, diranno: “poveretta, è andata a rinchiudersi in un monastero di clausura”. Loro non sanno che grandi gioie si provano a vivere in monastero! In realtà il mondo non ha mai fatto felice nessuno, basti pensare alla vita triste e angustiata che fanno i potenti della terra, i quali, pur essendo immersi nelle ricchezze, non riescono a trovare la pace nel cuore. Solo Dio può consolare i nostri cuori e farli felici. Il Signore è stato particolarmente generoso con te, chiamandoti a santificarti in un monastero di clausura fervoroso e osservante.

Addio, carissima sorella in Cristo! Impegnati assai nella preghiera per la salvezza eterna delle anime e nella ricerca della perfezione cristiana per la maggior gloria di Dio! Arrivederci nella Patria Celeste!

Cordialiter

giovedì 1 settembre 2016

Testimonianza di una monaca carmelitana

Pubblico un'interessante testimonianza scritta da una lettrice del blog entrata nel Carmelo di Cerreto di Sorano (Grosseto).


“Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» (Os 2,16).

Come percepire nel profondo di noi stessi queste parole di divina seduzione, questa appassionata dichiarazione d’ amore di Dio, se il cuore non intraprende l’affascinate avventura del silenzio interiore? O come riconoscere la fonte dell’irresistibile desiderio di Assoluto che ti pervade, dell’insaziabile “sete incarnata” che ti brucia dentro, se non entrando nell’intimo e segreto silenzio della tua “cella interiore” ?

Si, questo incontro d’amore intimo, personale, profondo con Dio avviene quando il cuore, come un deserto, si ritrae dal vacuo fluire della loquacità, dalla lingua dell’esteriorità e superficialità, dal linguaggio inautentico, e si avventura nell’esperienza del silenzio .

Silenzio, non solo assenza di parole ma dimensione interiore che ci restituisce a noi stessi, ci pone sul piano dell’essere, di fronte all’essenziale, rende possibile l’ascolto, l’accoglienza in sé non solo della Parola, ma anche della presenza di Colui che parla, un silenzio che è memoria di Cristo, presenza abituale alla propria coscienza della sua Persona, esperienza dell’inabitazione di Dio promessa da Gesù nel quarto Vangelo quando dice: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Giovanni 14,23).

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat Veritas

Non andare vagando al di fuori di te, non disperderti nell’esteriorità, ma rientra in te stesso, perché è in te, nel tuo cuore, che abita la Verità. Così esorta S Agostino, con parole ricche di sapienza spirituale.

Tale discesa nella profondità del cuore non è, però, un narcisistico ripiegamento su di sé ma la via che conduce alla verità di noi stessi, del nostro essere creaturale, incarnato nei frangenti del tempo che nella sua essenza e nel suo senso non può che ricondurre al Creatore, a Dio. Tale discesa è anche la via attraverso la quale Egli desidera entrare nei nostri cuori e ridurre al silenzio le tante speculazioni mentali, le rigidità, le agitazioni, far tacere i pensieri, le immagini, le ribellioni, i giudizi, le mormorazioni che nascono nel cuore. Infatti è «dal di dentro, cioè dal cuore umano, che escono i pensieri malvagi» (Marco 7,2).

Questo silenzio profondo oltre a generare in noi, uno spazio per far abitare Dio e la capacità di porsi in ascolto della Sua Parola, dispone all’ascolto intelligente, alla parola misurata, al discernimento del cuore dell’altro, apre la via alla carità, aiuta a vivere l’unico grande comando dell’amore di Dio e del prossimo. Questo silenzio che nutre la carità è adorazione della presenza di Dio, preghiera autenticamente cristiana e gradita al Signore.

Vivendo nell’era della massima comunicazione tendiamo a ritenere che la persona si possa realizzare solo nella misura in cui comunica nel “villaggio globale” raggiungendo il mondo in tutta la sua estensione in modo virtuale, nel giro di pochi secondi. Tale esigenza di comunicazione è certamente buona, tuttavia è proprio questo cammino verso la propria interiorità che diviene itinerario di vera liberazione dalla tirannia del proprio “io”, cammino di conversione. Non è tanto una questione di sforzi per rendersi umili e silenziosi, quanto piuttosto di chiedere con umiltà al Signore di farsi presente e suscitare nel nostro intimo attenzione a Lui e, in Lui, ad ogni persona e ad ogni evento.

Il silenzio interiore allora è una presenza a se stessi piena di Dio, un ambito infinito dove abitualmente l’anima riposa e incontra Cristo nel Suo mistero di comunione con gli uomini e diventa capace, per pura grazia, di accogliere e unirsi ai bisogni degli altri, che sono ormai parte vive della sua relazione con Lui.

Condotto da Dio nel deserto il cuore umano può così affermare che ciò che è l’aria per i polmoni, tale è il silenzio per l’anima sedotta da Dio.

_________________________________________________________________

Chi desidera contattare il monastero Janua Coeli di Cerreto di Sorano può scrivere all'indirizzo: carmelitane@gmail.com

lunedì 8 agosto 2016

Pensieri che edificano l'anima

Ripubblico l'e-mail di una lettrice attratta dall'adorazione eucaristica.

Carissimo Cordialiter,
                                    più passa il tempo e più mi sento come un pesce fuor d'acqua. Al lavoro, in famiglia, con gli amici, sento che ho ben poco da condividere con gli altri; non ho interesse a parlare di gossip, di cosa fanno o non fanno gli altri, di attualità o di politica... il mio unico interesse è Gesù.

Ho provato a parlare della mia fede, dell'importanza della preghiera e dell'affidamento in Dio, ma ho ricevuto solo incomprensione e derisione. Per molta gente che ho incontrato, avere fede e desiderare di passare il proprio tempo in contemplazione o in adorazione davanti a Gesù, significa perdere tempo, per cui sono stata etichettata come vagabonda e "girandolona". In realtà quando esco dal lavoro sento solo il desiderio di stare con Gesù, e il tempo mi sembra sempre così poco...

Se le persone capissero che per risolvere le liti, per unire le famiglie, per aiutare i propri figli, non servono tante parole o oggetti da comprare, ma solo preghiera, sacrifici e affidamento in Dio, quanto saremmo più felici!

Non vedo l'ora di trovare un buon monastero e chiedo giornalmente la luce per capire qual'è la Sua volontà, ma anche la forza e il coraggio per metterla in pratica. Aspetto tue notizie per i due monasteri di [...] ma anche per sapere [...].

Grazie,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   penso che sia normale per un cristiano sentirsi “come un pesce fuor d'acqua” in questa società in cui regna il materialismo idolatrico. La mentalità del mondo è contraria al Vangelo. Presumo che il tuo stato d'animo sia condiviso da tutti (o quasi tutti) i lettori del blog. Non si possono fare compromessi, bisogna scegliere di stare o con Cristo o contro di Cristo.

I mondani non comprendono i discorsi spirituali, poiché per loro lo scopo della vita è di ammassare ricchezze, avere successo, divertirsi sfrenatamente, banchettare, ballare, ridere e scherzare. Insomma, pensano a tutto fuorché ad amare Dio e a salvare l'anima. Ecco quel che diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori nelle celebri “Massime eterne”: “Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, e a salvar l'anima non ci si pensa, e il fine eterno si tiene per bagattella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e suonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno!”

Per incoraggiarti, ti riporto altri bellissimi pensieri di Sant'Alfonso:

*L'amore non sa stare ozioso. Chi ama Dio, non sa vivere senza dargli continuamente segni del suo affetto.

*Oh beati noi se questi quattro giorni di vita li spendiamo per Dio!

*S'inculchi ancora più volte amore a Dio. Chi non piglia amore a Dio, ma si astiene dal peccare solo per timore dell'inferno, sta in molto pericolo di tornare a cadere, quando cessa quella viva apprensione di timore. Ma chi giunge ad innamorarsi di Gesù Cristo, difficilmente cadrà ancora in peccato mortale. Ed a ciò molto giova il pensare alla Passione di Gesù Cristo.

*Solo l'amare Dio e salvarsi l'anima è necessario.

*Io amo Gesù Cristo e perciò ardo dal desiderio di dargli delle anime: ma prima la mia e poi un incalcolabile numero di altre.

*Si dà un gran gusto a Gesù Cristo certamente, con pensare ai suoi dolori e disprezzi patiti per noi. E chi pensa spesso ai suoi dolori ed alla sua Passione, mi pare impossibile che non s'innamori di Gesù Cristo.

*Fratelli miei: in questa vita che ci resta, o poca o molta, il che non lo sappiamo [...] facciamoci santi ed amiamo Gesù Cristo assai, perché se lo merita.

*Amiamo dunque assai Gesù Cristo, in cui troviamo il nostro Salvatore, il nostro Dio, la nostra pace ed ogni nostro bene. Ti prego perciò a dare ogni giorno un'occhiata alla sua Passione, mentre in essa troverai tutti i motivi di sperare la vita eterna e di amare Iddio, dove consiste tutta la nostra salute. Tutti i santi sono stati innamorati di Gesù Cristo e della sua Passione, e per questo unico mezzo si son fatti santi.

Spero tanto che tu possa abbandonare il mondo traditore ed entrare in un buon monastero nel quale potrai finalmente dedicarti totalmente alla vita devota che tanto desideri.

Cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

domenica 31 luglio 2016

Desiderare la solitudine

Tutte le anime che amano Dio amano la solitudine, poiché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14).

La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che egli aveva imparato molte più cose religiose nella solitudine dei boschi, che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo, hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorno saranno elevate a vedere la gloria del Signore e la sua infinita bellezza.

È certo che per mantenere l'anima unita con Dio bisogna conservar nella mente le idee di Dio e dei beni immensi che Egli prepara a chi lo ama. Ma quando noi abbiamo contatti col mondo, esso ci presenta le cose terrene, le quali cancellano le idee spirituali e ci privano dei sentimenti di pietà.

I mondani fuggono la solitudine perché nella solitudine si fan sentire i rimorsi delle loro coscienze, perciò costoro vanno cercando conversazioni e distrazioni di mondo. Al contrario, le anime che vivono con pace di coscienza, non possono non amare la solitudine; e quando si trovano tra il baccano del mondo, si sentono come pesci fuor d'acqua. È vero che l'uomo ama la compagnia; ma qual più bella compagnia che quella di Dio! Non apporta né amarezza né tedio l'allontanarci dalle creature per conversare intimamente col nostro Creatore.

Non è vero che la vita solitaria è vita malinconica; ella invece è un assaggio e principio della vita dei beati che godono un gaudio immenso nell'occuparsi solamente di amare e lodare il loro bel Dio. I santi allorché vivono in solitudine sembrano soli, ma in realtà non stanno soli, stanno con Dio. Sembrano mesti, ma non sono mesti; il mondo, vedendoli lontani dai divertimenti terreni li giudica miseri e sconsolati, ma non è così; essi in realtà godono un'immensa e continua pace. Il Signore ben sa consolare un'anima che conduce una vita ritirata. Ella è sempre piena di gioia e d'allegrezza, e innalza ringraziamenti e lodi alla divina bontà.

venerdì 29 luglio 2016

Amore per Dio

Tempo fa una ragazza emiliana mi ha confidato di sentirsi innamorata...

Caro D., in questi giorni più che mai, mi sento innamorata del nostro Gesù!

Spesso ho pensato di scriverti, perchè è davvero edificante leggerti ogni mattina, dopo la preghiera, quasi a conclusione della preghiera stessa, prima di cominciare la giornata.

[...] se puoi, ricordati di me nelle tue preghiere.

grazie ancora!

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                   mi ha fatto molto piacere sapere che sei ancora innamoratissima di Gesù buono. In questi mesi in cui non ho ricevuto più tue notizie ho temuto che il tuo pellegrinaggio in Francia fosse andato male e che non avessi più il desiderio di donarti a Dio. Volevo scriverti per sapere se andava tutto bene, ma non l'ho fatto per non essere invadente. Sono contento che frequenti ogni giorno questo blog sulla vocazione religiosa. In effetti mi sforzo di pubblicare quotidianamente almeno un post, proprio per aiutare i lettori a riflettere ogni giorno sulla vocazione. Il nemico del genere umano vorrebbe che pensiate ad altro (beni materiali, divertimenti, successo e vanità varie) e che vi dimentichiate della vita religiosa. Bisogna contrastare questa pericolosa tentazione!

Ti confesso che mi dispiacerebbe un po' se venissi a sapere che hai donato il tuo cuore a qualche uomo della terra. Sì, la mia speranza è che tu possa essere catturata presto da Gesù buono in qualche buon monastero.

Sarebbe bello se potessi partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola per poter comprendere meglio quel che il Signore desidera da te. Inoltre, pur sapendo che sei impegnata con gli esami universitari, spero che tu riesca a trovare una settimana di tempo per andare in un monastero per fare un'esperienza vocazionale, cioè fare esperienza di vita religiosa insieme alle suore, così potrai vedere se sei portata per questo genere di vita. Lo spero per il tuo bene! In un monastero fervoroso e osservante, non solo ti sarà facile salvarti l'anima, ma ti sarà facile anche vivere il Vangelo in maniera più profonda, senza avere le preoccupazioni materiali della vita nel mondo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Corde Regis,

Cordialiter

giovedì 28 luglio 2016

Settimane estive in monastero

Le Monache Carmelitane del monastero di Cerreto di Sorano (Toscana), accolgono volentieri ragazze in discernimento vocazionale attratte dalla spiritualità carmelitana.



SETTIMANE ESTIVE

I week-end e le settimane estive vanno da giugno a settembre e sono tempi pensati per le giovani dai 18 ai 35 anni.

E’ un’esperienza che prevede momenti di preghiera, formazione, lavoro nel frutteto e nell’orto.

E’ possibile sostare presso prefabbricati in legno completamente autonomi, nell’aria adiacente al giardino del Monastero.

Si tratta di giornate in cui si ha la possibilità

– di vivere in un clima di silenzio e solitudine,

-di partecipare alla liturgia delle monache carmelitane tramite il Santuario,

-di cercare motivazioni alla fede

-di sperimentare un contatto con la natura circostante tramite il lavoro della terra.

Per la disponibilità contattare il Monastero:  carmelitane@gmail.com

Le settimane estive sono un tempo propizio per conoscere e approfondire la spiritualità Carmelitana

I week end hanno un carattere fortemente esperenziale e consentono attraverso l’approfondimento delle motivazioni e dei contenuti di questo stato di vita di percepire se questa forma di appartenenza all’unico Amore può essere quella a cui Dio ti chiama.

In te già è presente l’intuizione o il desiderio di appartenere totalmente a Dio?
Sei in ricerca dei segni che il Signore traccia nella tua storia?
Gesù,nel segreto, ha, in alcuni momenti, bussato al tuo cuore?
In te suscita curiosità o fascino la dimensione contemplativa e la spiritualità carmelitana?
VIENI e VEDI!
è arrivato il momento di giocarti in un ascolto disarmato di ciò che il Signore vuole da te.
Ti aspetta un cammino per comprendere dove il Signore ti chiama e come orientare
tutte le tue forze per consegnare a Lui tutto il tuo cuore.

Suore di clausura Piacenza

Alle donne emiliane che cercano un buon monastero di suore di clausura a Piacenza, o in altre città italiane, nel quale poter fare un'esperienza vocazionale per riflettere sullo stato di vita da eleggere, consiglio di scegliere uno tra i migliori, cioè uno nel quale il carisma dell'Ordine religioso preferito viene vissuto con maggiore perfezione e carità. La vita religiosa è meravigliosa, poiché consente di vivere più uniti a Gesù buono e di seguire più facilmente la via della perfezione cristiana.

Coloro che desiderano avere gli indirizzi di buoni monasteri di clausura, possono contattarmi all'indirizzo: cordialiter@gmail.com


Consigli ad una novizia per conservare il fervore della vocazione

Quando viene ripresa o accusata (anche ingiustamente di cose di poca importanza), eviti di scusarsi, ed ami con affetto speciale chi la accusa e la riprende. Ami d'esser disprezzata in tutto, nelle mansioni affidategli, negli abiti, nella stanza, nel vitto, ecc. Non si intrometta a dire il suo parere se non quando viene interrogata. Si mortifichi in tutto secondo la prudenza e l'obbedienza, nel mangiare, nel dormire, nel guardare, nel sentire ecc. Osservi la modestia sia con sé, che con gli altri. Conservi il silenzio, fuorché quando bisogna parlare o per la gloria di Dio, o per l'utile proprio o del prossimo. Durante le ricreazioni non alzi la voce, e sfugga i contrasti e tutti i discorsi vani e mondani. Cerchi sempre d'introdurre discorsi devoti, sulla vanità del mondo, sull'amore per Gesù e Maria, sugli esempi dei santi e sul modo di avanzare nel cammino di perfezione. Dopo aver commesso un difetto, faccia subito un atto di umiltà, si penta e si metta in pace. Non desideri niente, ma solo quel che vuole Dio. Non domandi consolazioni. Durante i periodi di aridità di spirito si umilii e si rassegni nelle mani del Signore.

Suore di clausura Novara

Alle donne che cercano un buon monastero di suore di clausura a Novara (Piemonte), o in altre città italiane, nel quale poter fare un'esperienza vocazionale per riflettere sullo stato di vita da eleggere, consiglio di scegliere uno tra i migliori, cioè uno nel quale il carisma dell'Ordine religioso preferito viene vissuto con maggiore perfezione e carità. La vita religiosa è meravigliosa, poiché consente di vivere più uniti a Gesù buono e di seguire più facilmente la via della perfezione cristiana.

Bisogna darsi da fare per ubbidire alla divina vocazione. Ecco cosa diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori: Ho detto che le religiose che si son date tutte a Dio godono una continua pace; ciò s'intende di quella pace che può godersi in questa terra, che si chiama valle di lacrime. In cielo Dio ci prepara la pace perfetta e piena, esente da ogni travaglio. Questa terra al contrario è luogo per noi di meriti; e perciò è luogo di patimenti, ove col patire si acquistano le gioie del paradiso. 



[…] Vi prego poi, per quando avrete preso il santo abito, a rinnovare ogni giorno la promessa che avete fatta a Gesù Cristo di essere fedele. L'amore e la fedeltà sono i pregi primari di una sposa. A questo fine sappiate che poi vi sarà dato l'anello, in segno della fedeltà che dovete osservare del vostro amore che avete promesso a Gesù Cristo. Ma per esser fedele non vi fidate della vostra promessa; è necessario che sempre preghiate Gesù Cristo e la sua santa Madre che vi ottengano la santa perseveranza; e procurate di avere una gran confidenza nell'intercessione di Maria che si chiama la madre della perseveranza. E se vi sentirete raffreddata nel divino amore e tirata ad amare qualche oggetto che non è Dio, ricordatevi di quest'altro mio avvertimento; allora, affinché non vi abbandoniate alla tiepidezza o all'affetto delle cose terrene, dite così a voi stessa: E perché mai ho lasciato il mondo, la mia casa ed i miei parenti? forse per dannarmi? Questo pensiero rinvigoriva s. Bernardo a riprendere la via della perfezione quando si sentiva intiepidito […]. Ma bisogna che io termini di parlare, mentre me lo comanda il vostro sposo, che ha premura di vedervi presto entrata nella sua casa. Ecco, mirate da qui con quanto giubilo vi aspetta e uditelo con quanto affetto vi chiama, affinché presto entriate in questo suo palazzo regale, quale appunto è questo monastero. Andate dunque ed entrate allegramente, mentre l'accoglienza che stamattina vi sarà fatta dal vostro sposo, nel ricevervi in questa sua casa, vi è come una caparra dell'accoglienza ch'egli vi farà in vostra morte quando vi riceverà nel suo regno del paradiso."

domenica 10 luglio 2016

Canti mp3 suore di clausura

Le suore di clausura Carmelitane del monastero "Janua Coeli" di Cerreto di Sorano (Grosseto) hanno registrato numerosi canti sacri che aiutano a elevare l'animo ai beni celesti. Per scaricare gratuitamente i file mp3, cliccate qui.

Alcuni canti sono in italiano, altri in latino (canti gregoriani). Buon ascolto a tutti!

giovedì 30 giugno 2016

Diventare simili a Dio

Post scritto da una monaca Carmelitana di Cerreto di Sorano.


Quando lasciamo entrare Dio nella vita, nasce in noi un insaziabile desiderio di Lui. Tutta l’esistenza diviene un’instancabile ricerca del suo volto, ci si sente costantemente sospinte verso l’unione con Lui e si avverte il bisogno di appartenergli esclusivamente. La sequela monastica ci inoltra in questo sentiero. Nel cammino intuiamo che unirsi a Dio significa lasciarsi trasformare da Lui per andare verso l’unione della nostra volontà con la Sua ma nel procedere constatiamo che ciò comporta assaporare il dolore delle necessarie purificazioni di tutto il nostro essere: volontà, intelligenza, memoria. Dice Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein): “Quanto più Dio vuole unire a sé un anima tanto più sarà profonda e persistente la sua purificazione”. Il seducente appello alla comunione che Dio ci rivolge, se ci rivela il punto dove Egli ci vuole condurre: il nostro essere in Lui, non manca tuttavia di farci sentire tutta la lacerazione di ogni anfratto che ci lega all’io. La meta più che desiderabile, nel concreto delle nostre debolezze, si rivela alta e umanamente quasi irraggiungibile … Ci conforta  e ci sostiene la Parola: Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia (IS 43,10), ma ciò non toglie che, affinché questa Parola sia performativa, è necessario passare dallo svuotamento di tutto il nostro essere. Anzi se questa Parola può essere lirica per un cuore che l’accoglie, non si esime dal accendere in noi un fuoco interiore che mentre infiamma, brucia, consuma, purifica, fa male. Perché la libertà interiore si costruisce al prezzo di molte liberazioni: da idee prefabbricate, preconcetti, immagini di sé, pregiudizi… sentimenti e ricordi ingombranti, dalla confessione del proprio peccato, tutti frutti, come direbbe san Paolo ai Galati, dell’uomo carnale -Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri (Gal 5,13)- ossia dell’uomo che ancora non vive secondo lo Spirito volto cioè alla conformazione a Cristo.  Dice Giovanni della Croce in “Salita del Monte Carmelo: Per poter gustare il tutto, non cercare il gusto in nulla. Per poter conoscere il tutto, non voler sapere nulla. Per poter possedere il tutto, non voler possedere nulla. Per poter essere tutto, non voler essere nulla. Per giungere a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi. Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai. Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove non hai. Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove non sei. Quando ti fermi su qualcosa, tralasci di slanciarti verso il tutto. Se vuoi giungere interamente al tutto, devi rinnegarti totalmente in tutto. E quando tu giunga ad avere il tutto, devi possederlo senza voler nulla. In questa nudità lo spirito, trova il suo riposo, perché non bramando nulla, nulla lo appesantisce nell’ascesa verso l’alto, nulla lo sospinge verso il basso, perché è nel centro della sua umiltà. Quando invece brama qualcosa,
proprio in essa si affatica". Il processo di purificazione si svolge senza gli aiuti delle nostre capacità ordinarie di pensare e valutare; esso supera le sottili deduzioni dei nostri saperi, delle nostre argomentazioni, delle, più o meno, abili arguzie della nostra dialettica. Questo processo si attua dentro il “buio “di una fede alimento per un’intelligenza aperta che si cimenta e si sforza di “comprendere senza comprendere”, che si lascia condurre all’abbandono di sicurezze “sapientemente” costruite, che si libera da ogni sufficienza, che si perde in cose che la superano: un’intelligenza purificata. Colui che fa la verità, viene alla Luce  (Gv 3,1-21) Sì, è un lento e faticoso aprirsi alla verità, un “Fiat” sempre più affidato a ciò che Lui è nell’intimo dell’essere. Dice ancora Giovanni della Croce : È sotto le tenebre della fede che l’anima si unisce a Dio.  Non è semplice spiegare quanto accade interiormente: quel che si comprende nella fede non sta dentro la gioia o il dolore avvertiti ma va molto oltre,  è come se si incominciasse a volere soltanto nell’amore. Entrano in campo attenzione e vigilanza, con un’umiltà coltivata momento per momento perché bisogna pur sempre, anzi più coscientemente, fare i conti con certi bisogni: legami, affetti, soddisfazioni, qualsiasi bene sensibile o anche spirituale di cui ci si accorge che la  nostra volontà si appropria senza stare nell’amore. Inavvertenze, debolezze non controllate e anche colpe volontarie… segnano il cammino ma con ferma fiducia nella fedeltà di Dio, ogni giorno rinnoviamo il nostro impegno a permanere nel Suo amore con un continuo e libero atto di adesione della nostra volontà alla sua, manifesta o implicita nelle circostanze solite o insolite che caratterizzano la giornata.  Di nuovo Giovanni della Croce afferma che: “Colui che  rifiuta di lasciarsi mortificare e spogliare della sua volontà non troverà per niente l’Amato”. Ed eccoci chiamate a purificare anche la nostra memoria. Un progressivo svuotamento di ricordi per stabilirsi nell’Unico Ricordo. Una graduale trasformazione in silenzio, una crescente liberazione da ogni immagine, fantasia, illusione, per unire tutta la memoria a Dio. Certo non è solo frutto di sforzo ma dono della Grazia: Il Signore attende di farmi grazia (Is 30,18). Il nostro compito dunque? Fare silenzio, fare vuoto, fare spazio, una memoria sempre più sobria non caricata di ciò che vediamo, sentiamo, immaginiamo o tocchiamo….libera per avvicinarsi a Dio: Avvicinatevi ed Egli si avvicinerà a voi (Gc 4,8). A suo tempo Dio farà sentire la sua azione in noi, quando lo vorrà e come lo vorrà… Da parte nostra: mai smettere di attendere.


______________________________________________________________________

Per contattare le monache Carmelitane di Cerreto di Sorano scrivere all'indirizzo carmelitane@gmail.com