Le donne che aspirano ad abbracciare la vita monastica, ma che durante l'inverno studiano o lavorano, possono approfittare dell'estate per andare a trascorrere qualche settimana in monastero, e fare un'esperienza vocazionale. Così possono verificare se sono portate o no per la vita contemplativa.

Tra gli Ordini religiosi contemplativi mi piace molto l'Ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales e da Santa Giovanna Francesca di Chantal. La spiritualità visitandina si basa sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. I Fondatori vollero che l'Ordine permettesse a tutte le donne di poter abbracciare la vita monastica, anche a quelle con più di 40 anni e quelle che non hanno una salute di ferro.

Diverse lettrici del blog hanno fatto un'esperienza vocazionale presso il la Visitazione di Baggiovara (Modena), e mi hanno parlato in maniera molto positiva di questa comunità monastica. Chi volesse mettersi in contatto con le Visitandine del monastero di Baggiovara, può scrivere al loro indirizzo di posta elettronica: monvisit@virgilio.it  Le visitandine saranno liete di ospitarvi e aiutarvi a discernere la vostra vocazione.

Chi fosse interessata ad altre spiritualità monastiche, oppure a monasteri situati in altre regioni, può richiedermi gli indirizzi scrivendo alla mia e-mail: cordialiter@gmail.com




A coloro che desiderano chiedere preghiere alle suore di clausura, consiglio di contattare il monastero delle Monache Benedettine di Fermo (Marche), scrivendo al seguente indirizzo:  m.benedettine @ alice.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi). Saranno molto felici di rispondere alle vostre lettere! Le donne possono anche chiedere consigli sulla vocazione religiosa, o anche di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero.

Elenco blog personale

giovedì 17 luglio 2014

Meditazioni spirituali

È molto importante fare ogni giorno delle meditazioni spirituali, ad esempio sulla Passione di Cristo, sul vero scopo della nostra esistenza, sulla vanità dei beni materiali, sull'importanza della salvezza eterna dell'anima, sulla morte, il giudizio di Dio, l'inferno, il paradiso, ecc.

A tale scopo consiglio di ascoltare delle belle meditazioni di Sant'Alfonso Maria de Liguori in formato audio mp3. Potete scaricarle e ascoltarle al computer, oppure caricarle sul vostro lettore mp3 e ascoltarle quando viaggiate o camminate per strada. Per scaricare le meditazioni, visitate questo sito: http://mp3cristiani.altervista.org/

mercoledì 16 luglio 2014

"Catturata" da Gesù

Pubblico anche qui la bella lettera che mi scrisse una lettrice del blog vocazionale prima di entrare in monastero...


Caro fratello in Cristo,
                                    [...] ho avuto modo di continuare a pregare, meditare e riflettere, e ho eletto il mio stato di vita, senza dubbio, in libertà e senza condizionamenti: vita religiosa di clausura, tra le monache [...], che ho conosciuto grazie al tuo blog. Quando mi hanno accolta nella foresteria, mi sono sentita subito a casa, ho provato una pace grande già dal primo momento, quando varcavo la soglia della loro porta...prima di conoscerle di persona sapevo che ANDAVO PER RESTARE! La Madre è davvero accogliente e comprensiva, mi ha saputa capire ed indirizzare subito: tra pochi giorni entrerò nel loro monastero per cominciare l'aspirantato! Mi pare un sogno...ma è realtà! Non è stato facile vincere le mie resistenze e quelle di chi avevo accanto, ma con l'aiuto della Madonna si può tutto! Ogni giorno ho letto il tuo blog: ogni post è davvero edificante, consola, tiene compagnia, sprona ad andare avanti, fa sentire che ciò che si vive, gioie e sofferenze della vocazione, le vivono pure altre persone, che esistono ancora ordini ferventi e di stretta osservanza, e c'è chi ancora brama di santificarsi in uno di questi... insomma, non mi sono sentita sola!

Davvero mi hanno fatto riflettere i consigli di S. Alfonso sullo stato di vita da eleggere: matrimonio o vita religiosa! Grazie per i tuoi consigli, [...], OGNI COSA DI QUESTE E' STATA FONDAMENTALE... come tanti piccoli tasselli, che pian piano andavano a formare un meraviglioso mosaico, e grazie per aver parlato nel tuo blog delle monache [...], che non conoscevo, e grazie per la tua preghiera silenziosa, ma fervente...che insieme a quella di altre persone ha ottenuto da Dio che la mia vita cambiasse radicalmente, mi ha dato grazia e forza per accettare la chiamata di Dio!

Prega per me e non ti scoraggiare davanti alle difficoltà, il tuo lavoro è prezioso, e Dio ti ripagherà per ogni sofferenza e solitudine che patisci ora! Tra poco e per il futuro, se Dio vuole, un'anima in più pregherà dalla clausura, per te e per i lettori del blog!

NEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA E NEL CASTISSIMO CUORE DI S. GIUSEPPE.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono felicissimo della splendida notizia che mi hai dato! Devi essere enormemente grata a Gesù buono per il magnifico dono che ti ha fatto! Ti rendi conto? Diventerai sposa del Redentore Divino in uno dei migliori ordini religiosi presenti in Italia! Che grazia! Ah, se tutte le ragazze della tua età potessero capire queste cose, i monasteri di clausura di stretta osservanza verrebbero invasi da moltitudini di spose di Gesù Cristo!

Ti incoraggio a perseverare con tutte le tue forze! Il nemico del genere umano potrebbe tentare di insinuare nella tua mente che non sei fatta per la clausura, ma per la vita attiva. Non credergli, è una tipica trappola per far perdere la vocazione, come insegna S. Alfonso. Infatti il diavolo cerca di seminare dubbi e incertezze, poiché nel torbido pesca sempre qualche cosa. Quindi se una persona entra in un ordine contemplativo, lui insinua di passare in uno di vita attiva, e viceversa. Alcune persone sono cascate in questa trappola, sono uscite dal monastero e hanno fatto una pessima vita.

Quando i mondani sapranno che sei partita, diranno: “poveretta, è andata a rinchiudersi in un monastero di clausura”. Loro non sanno che grandi gioie si provano a vivere in monastero! In realtà il mondo non ha mai fatto felice nessuno, basti pensare alla vita triste e angustiata che fanno i potenti della terra, i quali, pur essendo immersi nelle ricchezze, non riescono a trovare la pace nel cuore. Solo Dio può consolare i nostri cuori e farli felici. Il Signore è stato particolarmente generoso con te, chiamandoti a santificarti in un monastero di clausura fervoroso e osservante.

Addio, carissima sorella in Cristo! Impegnati assai nella preghiera per la salvezza eterna delle anime e nella ricerca della perfezione cristiana per la maggior gloria di Dio! Arrivederci nella Patria Celeste!

Cordialiter

martedì 15 luglio 2014

Attenzione al rischio di dannazione eterna

Molte persone, pur avendo avuto la grazia della vocazione religiosa, preferiscono restare nel mondo. Rifiutare la vocazione generalmente non costituisce peccato mortale, tuttavia facendo questa scelta si rischia seriamente di andare all'inferno. Perché? La spiegazione la dà Sant'Alfonso Maria de Liguori nel suo celebre scritto intitolato "Avvisi spettanti alla vocazione religiosa". Pubblico alcuni brani tratti da questo prezioso scritto vocazionale. Preciso solamente che per agevolare la lettura ho tradotto i termini desueti e ho eseguito alcuni piccoli ritocchi.

§. 1. Quanto importa l'eseguir la vocazione alla vita religiosa.

È chiaro che la nostra eterna salute dipende principalmente dall'elezione dello stato di vita. Il padre Granata chiamava l'elezione dello stato la ruota maestra di tutta la vita. Quindi, così come negli orologi, guastata la ruota maestra, è guastato tutto l'orologio; allo stesso modo nell'ordine della nostra salvezza, errato lo stato, andrà errata tutta la vita, come dice s. Gregorio Nazianzeno.

Circa poi lo stato di vita da eleggere, se noi vogliamo accertare la salvezza eterna, bisogna che seguiamo la divina vocazione, poiché solamente in essa Iddio prepara gli aiuti efficaci per salvarci. [...].

Bisogna intendere che il punto della vocazione, dal mondo non molto si comprende da alcuni, sembra loro che sia lo stesso il vivere nello stato a cui chiama Dio, che il vivere nello stato eletto a proprio genio; e perciò tanti vivono poi malamente e si dannano. Ma è certo che questo è il punto principale per l'acquisto della vita eterna. Alla vocazione succede la giustificazione, ed alla giustificazione succede la glorificazione, cioè la vita eterna. Chi scompone quest'ordine e questa catena di salute non si salverà. Con tutte le fatiche che alcuno farà, gli dirà s. Agostino: Corri bene, ma fuor di via: Bene curris, sed extra viam, cioè fuor della via per cui Dio ti avrà chiamato a camminare per giungere a salvarti. [...].

Le chiamate divine a vita più perfetta sono certamente grazie speciali e molto grandi che Dio non fa a tutti; onde ha molta ragione di sdegnarsi poi con chi le disprezza. […] Comincerà il castigo del disubbidiente sin da questa vita, in cui starà sempre inquieto [...]. Molto difficilmente si salverà, restando come resta un membro smosso dal suo luogo, sicché con molta difficoltà potrà viver bene [...]. È celebre il caso che narra il p. Lancizio. Nel collegio romano stava un giovane di gran talenti; facendo gli esercizi spirituali, domandò al suo confessore se era peccato non corrispondere alla vocazione di farsi religioso. Rispose il confessore, che per sé non era peccato grave, perché ciò era consiglio, non precetto; ma che era mettere a gran pericolo la salvezza eterna, come è accaduto a tanti che poi si sono dannati. Egli non ubbidì alla chiamata. Se ne andò a studiare a Macerata, dove presto cominciò a lasciar l'orazione e le comunioni, e alla fine si diede ad una mala vita. Poco tempo dopo, scendendo una notte dalla casa di una colpevole femmina, fu ferito a morte da un suo rivale; corsero alcuni sacerdoti, ma egli spirò prima del loro arrivo, e spirò innanzi al collegio. In ciò Dio volle far conoscere il castigo avvenutogli per aver disprezzata la sua vocazione. È notabile anche la visione che ebbe un novizio, il quale (come riporta il p. Pinamonti nel suo trattato della vocazione vittoriosa) pensava di abbandonare la vita religiosa, Gesù Cristo gli apparve sdegnato in trono, che ordinava di cancellare il suo nome dal libro della vita; quindi egli, atterrito, perseverò nella vocazione. E quanti altri esempi simili vi sono nei libri! E quanti miseri giovani vedremo dannati nel giorno del giudizio, per non aver ubbidito alla loro vocazione!

[…] Pertanto quando Dio chiama a uno stato di vita più perfetto, chi non vuole mettere in gran pericolo la sua salvezza eterna, deve ubbidire ed ubbidire subito.

[…] I lumi di Dio son passeggeri, non permanenti; quindi dice s. Tommaso d'Aquino che le vocazioni divine a vita più perfetta debbono eseguirsi al più presto. Egli nella sua Somma propone il dubbio, se sia lodevole l'entrare in un ordine religioso senza il consiglio di molti e senza lunga deliberazione. E risponde di sì, dicendo che il consiglio e la considerazione son necessari nelle cose dubbie; ma non già in questa, che è certamente buona, giacché l'ha consigliata Gesù medesimo nel Vangelo; poiché la vita religiosa comprende più consigli di Gesù Cristo. Gran cosa! Gli uomini del secolo, quando si tratta che uno voglia entrare in religione a fare vita più perfetta e più sicura dai pericoli del mondo, dicono che per tali risoluzioni vi bisogna molto tempo a deliberarle e metterle in esecuzione, per accertarsi che la vocazione venga veramente da Dio e non dal demonio. Ma non dicono così poi, quando si tratta di accettare una toga, […] ecc., dove vi sono tanti pericoli di perdersi. Allora non dicono che vi bisognano molte prove per accertarsi se quella è vera vocazione di Dio. Ma non parlano così i santi.

[…] dice s. Giovanni Crisostomo che quando il demonio non può distogliere alcuno dalla risoluzione di consacrarsi a Dio, almeno cerca di fargliene differire l'esecuzione, e stima allora di far gran guadagno, se ottiene la dilazione di un giorno, di un'ora: Si brevem arripuerit prorogationem. Perché dopo quel giorno o quella ora, succedendo altra occasione, gli sarà men difficile poi di ottenere più tempo: sintanto che il chiamato, trovandosi più debole e meno assistito dalla grazia, ceda ed abbandoni la vocazione. Con tali proroghe, oh a quanti chiamati è riuscito il diavolo a fargli perdere la vocazione!

[…] Odasi quel che scrive s. Francesco di Sales nelle sue opere, circa le vocazioni religiose, perché tutto gioverà per confermare ciò che si è detto e ciò che appresso si dirà: «Per avere un segno d'una buona vocazione, non vi bisogna una costanza che sia sensibile, ma che sia nella parte superiore dello spirito; quindi non bisogna giudicare non vera la vocazione, se mai il chiamato, prima di eseguirla, non provi più quei sentimenti sensibili che ebbe al principio, o vi senta ripugnanze e raffreddamenti tali che lo riducano talvolta a vacillare, parendogli che il tutto sia perduto; basta che la volontà resti costante nel non abbandonare la divina chiamata; e basta anche che vi rimanga qualche affezione verso di quella. Per sapere se Dio vuole che uno sia religioso, non bisogna aspettare che Dio stesso gli parli o gli mandi un angelo dal cielo a manifestargli la sua volontà. Né c'è bisogno di un esame di dieci esperti per vedere se la vocazione debba eseguirsi o no; ma bisogna corrispondere e coltivare il primo moto dell'ispirazione, e poi non preoccuparsi se vengono disgusti e raffreddamenti; perché, facendo così, non mancherà Iddio di far riuscir tutto a gloria sua.»

[...]

§. 2. Mezzi per custodire la vocazione.

Così chi vuole ubbidire alla vocazione divina bisogna che non solo si decida di eseguirla, ma anche di eseguirla subito e quanto più presto può, se non vuol porsi ad evidente rischio di perderla: e frattanto che fosse necessariamente obbligato ad aspettare, deve procurare con ogni diligenza di custodirla come una perla preziosa.

Tre sono i mezzi per custodire la vocazione: segretezza, orazione e raccoglimento. [...]

lunedì 14 luglio 2014

Suore di clausura Rimini

Alle donne di Rimini che cercano un buon monastero di suore di clausura in cui iniziare un discernimento vocazionale consiglio di contattare le Monache Visitandine. La vita religiosa contemplativa è semplicemente meravigliosa! Ti consiglio di contattare un monastero al quale chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale e vedere coi tuoi occhi in cosa consiste la vita monastica. Se non sai in quale monastero andare, ti consiglio di contattare l'Ordine della Visitazione (Monache Visitandine) fondato da San Francesco di Sales. Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:   monvisit@virgilio.it

Tempo fa ho consigliato a una donna in discernimento vocazionale di fare un'esperienza di vita monastica presso il monastero delle Visitandine di Baggiovara. Ecco la sua entusiasta testimonianza della gioia che ha provato in monastero.


Caro D.,
                volevo tanto ringraziarti per l'indicazione del Monastero della Visitazione di Baggiovara!!! Sono da poco rientrata da una settimana di ritiro presso di loro. Mi risulta molto difficile esprimere a parole la bellezza dell'esperienza che ho vissuto tale è stata l'intensità...

Mi sono sentita accolta dalle sorelle come in un'amorevole famiglia dove regna l'amore, l'armonia e la dolcezza. Avevo l'impressione di essere li con loro da sempre. Madre Maria Daniela, l'abbadessa, è di una forza straordinaria, non ho mai visto in nessuno tanta energia unita a tanta carità e umiltà umana e spirituale. L'energia e la purezza di una bambina unita alla sapienza di un profondo conoscitore dell'animo umano. Per non parlare di Suor Paola e Suor Maria Serena, dolcissime! E le sorelle più anziane lasciano letteralmente stupiti e senza parole per la gioia e la serenità che trasmettono...

Il silenzio del luogo ma soprattuto quello che solo lì si riesce a creare entro se stessi fa percepire la reale presenza e l'amore del buon Dio. Questa esperienza mi ha insegnato a pregare, mi ha permesso di dedicare molto tempo alla preghiera ed alla meditazione e ad avvicinarmi di più al Signore. Farò sicuramente tesoro di questa esperienza affinché mi illumini e mi faccia con più chiarezza comprendere qual è la strada che il Signore ha previsto per me...

Non è facile decidere di lasciare tutto per abbracciare questo tipo di vita in modo fedele, cioè per sempre. Comunque desidero proseguire la ricerca in questa direzione e di sviluppare il più possibile la spiritualità perché sento che solo attraverso essa è possibile raggiungere la vera gioia e la pace.

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        ho letto con molto piacere la tua entusiasta testimonianza dell'esperienza vocazionale che hai fatto presso la Visitazione di Baggiovara. Sono davvero contento che ti piace la vita monastica e che apprezzi molto il silenzio che regna in monastero, perché hai compreso che esso aiuta l'anima a raccogliersi interiormente e ad elevarsi ai pensieri delle cose celesti, che sono quelle che contano davvero nella vita.

La spiritualità dell'Ordine della Visitazione mi piace tanto, perché è basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. Se un cristiano non è dolce e caritatevole col prossimo, non è un esemplare seguace di Gesù.

Spero tanto che tu sia stata prescelta da Cristo Re per divenire sua sposa abbracciando la vita consacrata in un monastero fervoroso e osservante. Che grande grazia poter divenire sposa del Re del Cielo!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 13 luglio 2014

Il miglior "Fidanzato" di una donna

Una studentessa mi ha scritto una lettera molto edificante. Finalmente ha trovato l'Amore della sua vita...

Caro D.,
               rieccomi di nuovo a scriverti. […] Seguo tutti i giorni i tuoi blog (non solo quello vocazionale, ma anche quello dedicato alla Madonna e quello della Beata Maria Deluil-Martiny, la Fondatrice delle Figlie del Cuore di Gesù) e ti confesso che sono di grande conforto per me.

Se ti ricordi, nelle prime lettere che ti ho scritto a settembre ti dicevo che ero confusa perché non sapevo se Gesù mi voleva come Sua sposa oppure se dovevo sposare un uomo della terra. Ebbene, ormai mi considero a tutti gli effetti tra le fidanzate di Gesù. Ancora non sono Sua sposa perché sono costretta a stare nel mondo, così per ora sono una Sua fidanzata. Desidero essergli fedele fino alla morte, desidero che sia l'unico amore del mio cuore, che è stato creato apposta per amare Lui. I ragazzi non mi sono mai interessati, tutti quelli che incontravo erano privi di dolcezza e di purezza, che invece Gesù ha in abbondanza, e ora mi interessano ancora meno di prima perché ho compreso che nessuno può farmi felice come mi fa felice Gesù! A Lui solo desidero donare il mio cuore e tutta me stessa, Lui solo è degno di possedere tutto il mio amore, seppur misero rispetto a quello che Lui ha per me!

Quando penso che per salvare la mia anima si è lasciato schernire, flagellare, incoronare di spine e addirittura crocifiggere, sento il mio cuore accendersi d'amore per Lui, che ha sparso il Suo Preziosissimo Sangue per me, che non ho meriti e che sono indegna di tanta grazia. Oh, se tutte le ragazze della mia età capissero quanto è bello avere Gesù come fidanzato, quanto è bello amare Gesù e abbandonarsi a Lui! E invece, cercano l'amore di ragazzi che le fanno soffrire, che le usano, e compatiscono quelle che già si sono donate a Gesù buono. Piuttosto, sono io che provo pena per loro, che mi dispiaccio per loro che non comprendono che Gesù è il vero amore della vita. Nello stesso tempo, non posso fare a meno di rallegrarmi quando penso che io finalmente l'ho capito, dopo anni in cui ho desiderato incontrare l'Amore Vero, senza mai accorgermi che Lui stava continuamente bussando alla porta del mio cuore in attesa che rispondessi. Ed è arrivato proprio quando mi stavo rassegnando all'idea che non avrei mai trovato un amore così. Invece esiste e ora che l'ho trovato non lo tradirò mai e poi mai, per nulla al mondo!

Come puoi capire, la mia gioia oggi è tanta. Non perché da oggi che ho compreso di amare Gesù sopra tutto, ormai lo amo da tanto, ma l'amore che provo per Gesù è in continua crescita e con esso cresce il desiderio di essere per sempre Sua. Per questo, non vedo l'ora di poter andare a trovare le Servidoras. Lì potrei fare la mia prima esperienza vocazionale e potrei parlare con le suore del convento e avere un direttore spirituale con cui confidarmi e che mi potrebbe aiutare a capire ancora di più, ad avere la certezza che Gesù mi sta chiamando. Nel mio cuore io ne sono certa, ma ovviamente vorrei avere anche il parere di un padre spirituale che di vocazioni se ne intenda.

[…] Sento davvero che nel mio cuore si fa largo sempre più l'amore per Gesù e con esso la Sua Pace, Pace che quando sarò in convento sicuramente sarà più intensa. Sento anche che il mio spirito si rafforza ogni giorno sempre più, perché non traggo forza da me stessa ma da Dio, Dio solo è la mia forza!

Inoltre, meditando, ho cominciato a pensare ancor più seriamente all'idea di farmi suora di clausura. Come ti ho detto, inizialmente pensavo alla vita attiva ma prendevo in considerazione solo questa opzione perché mi spaventava l'idea della clausura, la vedevo un po' come una prigione. Adesso invece mi dà un bellissimo senso di libertà immaginarmi in un convento di clausura fervoroso e mi dà gioia pensare di immolarmi per Gesù, per la salvezza delle anime. Ogni giorno prego per le anime lontane da Gesù che vagano nelle tenebre del peccato, mi sta molto a cuore la loro salvezza [...].

Bene, mi sono dilungata davvero troppo questa volta. Perdonami, ma avevo bisogno di condividere con qualcuno la mia gioia. Con la mia famiglia non posso perché non capirebbero fino in fondo.

Ti ringrazio per l'attenzione che ogni volta mi dedichi e ti ringrazio anche per i bellissimi articoli che ogni giorno inserisci nel blog.

Ti saluto in Gesù e Maria,
(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                          il Signore è stato molto generoso con te poiché ti ha fatto la grazia di farti comprendere tante cose importanti per la vita spirituale. Sono cose che purtroppo in pochi capiscono a causa del fatto che la società è narcotizzata dal materialismo idolatrico e dall'edonismo sfrenato.

Diceva San Domenico Savio: “La morte, ma non peccati”. Anche Sant'Alfonso Maria de Liguori pregava il Signore di farlo morire prima di commettere un solo peccato mortale. Tu hai avuto tanti doni spirituali dallo Spirito Santo, ma adesso devi essere perseverante, perché hai molte più responsabilità innanzi a Dio, e se ti dannassi soffriresti molto di più di tante altre dannate che su questa terra non ebbero i tuoi stessi lumi dal Signore.

Coraggio, continua senza timore il combattimento spirituale per la maggior gloria di Dio. Se il demonio dovesse tentarti a commettere qualche peccato mortale, invoca subito l'aiuto di Gesù e Maria, e stai certa che riuscirai a vincere. Chi prega si salva, chi non prega si danna.

Sono felicissimo di sapere che sei fidanzata col mio Re. Anche Santa Teresina quando era nel mondo si autodefiniva “fidanzata” di Gesù. Non potevi trovare un fidanzato migliore. I ragazzi della terra spesso sfruttano le loro fidanzate per poi gettarle vie come stracci sporchi dopo che si sono stancati di loro (come faceva Gabriele D'Annunzio con le sue numerose amanti). Gesù invece è l'uomo migliore che una donna possa avere, poiché Lui ama con amore immenso, puro, casto e disinteressato. Lui è il vero amore. Non vedo l'ora di sapere che sei entrata in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Lì sarà facile salvarti l'anima e ricercare la perfezione cristiana per dare gusto a Dio.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 12 luglio 2014

Vivere con Gesù

Con grande gioia ripubblico la lettera di una studentessa universitaria innamorata di Gesù.

Carissimo fratello in Cristo,
                                               sono una tua lettrice accanita e oggi avevo piacere di raccontarti la mia storia. Mi chiamo [...], ho 22 anni e sono di [...]. Nella mia vita Gesù è stato sempre presente, ma in maniera piuttosto "blanda". Ho vissuto un'adolescenza tranquilla, ho avuto qualche fidanzatino, ma Gesù era presente solamente in quei 50 minuti della Messa domenicale. A 18 anni ho conosciuto un ragazzo splendido, in grado davvero di donarsi agli altri, che mi ha portato ad avere una fede più profonda, così profonda che dopo 3 anni di fidanzamento assolutamente perfetti, in cui pensavamo davvero di essere fatti l'uno per l'altra, mi sono innamorata di Gesù. All'inizio non capivo nemmeno io cosa mi stava succedendo, perchè avessi il desiderio di andare a Messa anche nei giorni feriali, di pregare il rosario di tanto in tanto, di recitare lodi e compieta. Poi dopo un paio di mesi di preghiera, non dico intensa, ma sicuramente più forte di prima, sono partita 4 giorni con i miei genitori, e proprio in quei giorni mi sono resa conto di quanto mi mancasse l'incontro con Gesù nella Messa, che ormai era diventato quotidiano, e di quanto quell'incontro fosse diventato fondamentale per la mia vita. Tornata da quella breve vacanza, ho iniziato davvero a pregare intensamente per cercare di comprendere la volontà del Signore. Ma più i giorni passavano, più il mio amore per Lui cresceva, più il desiderio di donarmi a Lui si faceva forte. Così, con tanta sofferenza nel cuore, mi sono decisa a lasciare il mio fidanzato, spiegandogli che la mia vita sarebbe stata un'intera consacrazione al Signore. Un mese dopo, ho trovato il coraggio di dirlo anche ai miei genitori, ahimè molto poco credenti, ma inspiegabilmente non l'hanno presa così male come mi aspettavo.

Oggi mi ritrovo con pochissimi esami al termine dell'università, con la certezza nel cuore che Dio è la mia vita, ma con ancora tanti dubbi riguardo a dove concretamente svolgerò la mia "missione". Ho un carattere molto aperto, solare, infatti mi piace moltissimo stare a contatto con le persone; proprio l'altro giorno, un ragazzo disabile, che non mi conosceva affatto perché è entrato da poco nella struttura dove faccio volontariato, mi ha detto che nei miei occhi e nel mio sorriso ha visto una luce che non aveva mai visto prima. Il mio cuore è sobbalzato! Non credevo che il mio amore per Gesù trapelasse così tanto :) ! Che bello però sapere che Gesù mi usa come un suo strumento per portarLo agli altri. Credo quindi di essere maggiormente portata ad una vita attiva, piuttosto che ad una contemplativa. Comunque non mi preoccupo più di tanto riguardo a dove il Signore mi vorrà, perché sono certa che quando sarà il momento, quando finirò l'università, Lui me lo farà capire e io accetterò con gioia qualsiasi cosa, pur di compiere la Sua volontà!

Ti ringrazio davvero di cuore per tenere questo splendido blog, è davvero utile a tanti giovani in ricerca come me.

Un abbraccio nel Signore,

(lettera firmata)



Carissima sorella in Cristo,
                                               ti ringrazio per avermi scritto, è davvero edificante constatare che nonostante il materialismo pagano che dilaga nella società, Gesù buono continua ancora a catturare i cuori di tante persone. La carriera, i soldi, i viaggi, i divertimenti sfrenati e tutte le altre cose passeggere della terra, non potranno mai saziare le nostre anime che sono state create per conoscere, amare e servire Dio in questa vita, per poi poterlo amare in Cielo per tutta l'eternità. Sono davvero molto felice di sapere che senti il desiderio di donare il resto della tua vita all'amorevole Redentore delle anime nostre. Diventare sposa del Re del Cielo, ti rendi conto? Gesù si donerà tutto a te, e tu ti donerai tutta a Lui. Continua a perseverare, poiché è troppo grande il dono della vocazione religiosa. Solo in Cielo capirai con pienezza quanto grande sia stata la grazia di aver abbracciato la vita consacrata. Dispiace che i mondani non possono capire queste cose, altrimenti i conventi e i monasteri verrebbero invasi da una moltitudine di postulanti.

Non mi stupisco affatto che quel ragazzo disabile si sia accorto che in te c'è qualcosa che brilla. Quando una persona è innamorata di Gesù, la grazia di Dio la trasforma in un essere mansueto, dolce e caritatevole che attira la benevolenza delle anime di buona volontà. Ecco perché San Francesco di Sales e il Santo Curato d'Ars riuscivano a convertire tante anime. La carità e la grazia di Dio affascinano persino i pagani, i quali ai tempi di San Paolo rimanevano colpiti nel vedere che i cristiani si amavano come fratelli. Continua ad amare Dio e il prossimo, soprattutto i poveri e i disabili, perché è in base alla carità che si vede se un tale è davvero seguace di Gesù Cristo. Non dobbiamo dimenticarci che un Giorno saremo giudicati sull'amore. Inoltre la carità fraterna è un potente strumento d'apostolato, pensiamo ad esempio a quanti pagani si sono convertiti al cattolicesimo dopo essere stati folgorati dalla carità fraterna dei missionari. Il vero cristiano deve ardere dal desiderio di veder la Santissima Trinità amata da tutti, e per questo motivo deve zelare la salvezza delle anime redente dal Sangue di Cristo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e in Maria Mediatrice e Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

venerdì 11 luglio 2014

Non è obbligatorio sposarsi

Alle persone che si sentono attratte dalla vita religiosa, ma che sono indecise se entrare in monastero oppure sposarsi, consiglio di leggere questa lettera di Sant'Alfonso Maria de Liguori a una ragazza incerta sullo stato di vita da eleggere: cliccate qui.

giovedì 10 luglio 2014

Noi scegliamo tutto!

Dal Carmelo "Janua Coeli" di Cerreto di Sorano (Toscana). 

Noi scegliamo tutto: “I nostri cuori sono senza riposo” scriveva sant’Agostino, e questa verità rimane fondamentale nella condizione umana. L’inquietudine umana, l’umano desiderio, la brama umana - nessuno di questi potrà mai essere definitivamente e pienamente soddisfatto. Il bambino inizia da piccolo ad esplorare l’ambiente che lo circonda con un’espressione di umana inquietudine; il viaggio di chi lascia per andare è animato dallo stesso desiderio. Noi siamo veramente pellegrini. Noi uomini non abbiamo mai abbastanza perché, dice s. Teresa di Lisieux, noi scegliamo tutto. E non avremo riposo finché non lo otterremo. Questa fame nel cuore umano dice che noi siamo fatti per cercare e ricercare, per bramare e desiderare ardentemente, finché il cuore trovi finalmente qualcosa o qualcuno che soddisfi la profondità del suo desiderio, finché il cuore trovi il nutrimento sufficiente per la sua fame. Noi chiamiamo questo cibo, questo appagamento, questa meta dell’umano desiderio: Dio. “Volevo vivere” , scriveva s. Teresa d’Avila, “ma non avevo nessuno che mi desse la vita…”. Nominandola o no, ogni essere umano vive questa ricerca. Man mano che il tempo passa il desiderio può essere camuffato, la fame temporaneamente soddisfatta, la brama soffocata, distratta, indebolita. Ma c’è e emergerà in una forma o in un’altra. Diamo nome a questa fame, parole al desiderio, e .pone la fine del viaggio in Dio. Il cuore umano avrà sempre bisogno di chiarificare i suoi desideri. Non possiamo soddisfare la nostra fame ma possiamo aiutare a trovare le parole per essa e sapere dove essa ci porta. Noi possiamo e dobbiamo farlo, nell’arte, nella poesia e nel canto, nel consigliare e nell’insegnare, o semplicemente ascoltando e comprendendo. E se le nostre parole fallissero, comunque avrebbero aiutato noi e le persone accanto a noi a capire che cosa è il desiderio. Un serio problema nella spiritualità oggi è l’ingenuità circa il desiderio o l’energia che ci guida. Il nostro Dio dona il desiderio spirituale, che si può esprimere in molti modi, inclusa l’energia creativa, erotica; è pericoloso per noi non orientarla attentamente. Noi siamo ingenui circa questo desiderio profondo dentro di noi e non siamo vigili ai suoi rischi. Se non c’è rispetto verso questa energia e i modi di accedervi e custodirne il contenuto, gran parte degli adulti vacillano nell’alienazione da questo ardore e spesso vivono nella depressione, oppure si lasciano consumare da esso e vivono in uno stato di passività. La depressione in tal senso è data dall’incapacità di cogliere la gioia innocente della vita, di sentire la vera gioia. La passività si riferisce alla nostra tendenza, ai tempi, a identificare con questo ardore, qualcosa di magico. “…Siamo generalmente così pieni di noi stessi che siamo una minaccia per le nostre famiglie, per i nostri amici, per le nostre comunità, per noi stessi”. Incapaci di usare questa energia, noi ci sentiamo morti dentro oppure siamo iper-attivi e senza pace.“La spiritualità è quindi trovare il giusto modo, le discipline, con cui accedere a questa energia e contenerla.

Le ragazze attratte dalla vita religiosa, e desiderose di mettersi in contatto con le Carmelitane di Cerreto, possono scrivere al seguente indirizzo: monastero@januacoeli.it

mercoledì 9 luglio 2014

Festeggiare il compleanno

Da alcuni mesi sono in contatto epistolare con una ragazza che arde dal desiderio di donare la sua vita a Dio. Finalmente tra alcuni giorni potrà fare un'esperienza vocazionale in un monastero di Carmelitane Scalze... 

Caro fratello in Cristo,
                                   le ultime due lettere pubblicate sul tuo blog mi hanno spinta a scriverti. Sono rimasta molto colpita in particolar modo dall'ultima, in cui quella sorella piange l'aver abbandonato la vocazione carmelitana a causa dei genitori. Sono loro profondamente vicina con lo spirito e pregherò in questi santi giorni per loro, affinché il buon Dio poggi una mano sui loro cuori e le prenda nella Sua volontà. 

Inoltre, volevo renderti partecipe di una notizia assai bella: giorno 26 compio 24 anni e ho espresso il desiderio di trascorrere il mio compleanno immersa in Gesù in un monastero. Il mio direttore spirituale ha pensato a tutto e andrò a stare per un paio di giorni in un monastero di Carmelitane Scalze [...]. Purtroppo non erano disponibili proprio per giorno 26, ma mi ospiteranno il 27 e il 28. Ho il cuore eccitatissimo e ogni giorno che passa penso a quanto amore nascerà tra quelle mura, in segreto con il mio Diletto. Nel frattempo Lui provvede ogni giorno di più a scolpire il mio cuore secondo i suoi progetti. Non vivo più se non in funzione di Lui. Il momento della Comunione lo attendo con ansia, come la goccia di vita che mi farà sopravvivere fino al giorno dopo, quando Lo riceverò ancora. E quando è in me, a volte si fa sentire anche fisicamente, infiammando il petto. 

In questo triduo Pasquale vi ricorderò nelle mie preghiere con tanto amore. Sostienimi con la preghiera nei due giorni in cui sarò entro le grate, prigioniera dell'amore immenso del mio Gesù. 

Ti affido al Cuore Immacolato di Maria e ringrazio Iddio per la tua anima nobile.

(lettera firmata) 

Carissima in Cristo, 
                               ti ringrazio per la bella notizia che mi hai dato! Sono davvero contento che finalmente hai la possibilità di provare a vivere alcuni giorni in un monastero, così potrai vedere se ti senti portata a fare una vita da sposa di Gesù Cristo.

Nel monastero di clausura potrai pregare per ore, fare in pace la meditazione e l'orazione mentale, e amare Gesù buono con tutte le tue forze, senza essere distratta dalla televisione, dalla radio, dai discorsi dei mondani e da tutte le vanità che infestano il mondo. 

Lì sarà facile donare il tuo cuore a Colui che ami, soprattutto durante la preghiera personale nella cappella o nella tua cella, dove potrai scambiare con l'amorevole Gesù degli affetti devoti, ossia brevi ma intensi pensieri d'amore. Così tu e il tuo Amato vi scambierete frecce infuocate dal Divino Amore. Il tuo Amato si dona a te e tu ti doni a Lui. Che bello ardere d'amore per Dio! Che belle fiamme di carità! 

Che grande grazia che ti ha fatto il Signore facendoti desiderare di abbracciare la vita religiosa! Pensa invece a quante povere ragazze della tua età festeggeranno il proprio compleanno nelle discoteche, nelle birrerie, nei cinema, e in altri ritrovi mondani dove è facile offendere Dio. Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori che è una pazzia perdere Dio per godere i miseri beni della terra che presto dovremo abbandonare. Aveva ragione! È vera pazzia godere illecitamente dei beni terreni, e a causa loro perdere un Bene infinito ed eterno. 

Quando sarai in monastero non dimenticarti di pregare per i lettori del blog, soprattutto per quelli che stanno deliberando lo stato di vita da eleggere. 

Ti saluto cordialmente in Gesù Crocifisso e in Maria Addolorata e Corredentrice del genere umano. 

Cordialiter

martedì 8 luglio 2014

Testimonianza di Sr. Teresa del Volto Santo

Pubblico la testimonianza vocazionale di una Monaca Carmelitana del monastero di Ostuni (Brindisi). Coloro che desiderano contattare le Carmelitane di Ostuni, possono scrivere al seguente indirizzo:       carmelitaneostuni@alice.it
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Mi chiamo Sr. Maria Teresa del Volto Santo, ho 34 anni e un po’ di anni fa non avrei mai potuto immaginare che avrei consacrato la mia vita al Signore. Fino all’età di vent’anni, Teresa camminava per altre vie lontane da Dio. Impregnata di paganesimo e di indifferenza per il messaggio evangelico, il mio culto erano i piaceri del mondo e il mio motto, apparire ad ogni costo, bella e felice; il mio cuore però non conosceva il vero senso della bellezza e della felicità e mi accontentavo solo di ciò che vedono gli altri. Bella fuori e triste dentro, vivevo una insoddisfazione profonda che avevo paura di affrontare. Ad un certo punto la caduta dal cavallo: la mia casa costruita sulla sabbia ha cominciato a scricchiolare, fino a crollare e mi sono ritrovata sola con il mio vuoto interiore, perché la ricerca affannosa dell’apparire, aveva invecchiato la mia anima. E’ stato un momento difficile e doloroso, ma provvidenziale; nella più profonda prostrazione, infatti i miei occhi hanno cominciato a vedere la luce, il calore dell’abbraccio di un uomo crocifisso che con me ed in me portava la mia angoscia; quando ho cominciato a percepire una voce diversa dalla mia solitudine silenziosa ho compreso che poteva essere solo opera di Dio che senza parole ammaestrava il mio cuore. La mia prima esperienza ecclesiale è avvenuta attraverso il Cammino Neocatecumenale, dove ho cominciato a dare  un nome alla mia storia passata: quel momento di prova era stato il mio esodo, il mio passaggio dalla morte del mio essere battezzata. Mi sentivo profondamente amata, di un amore che cresceva in me e traboccava dal mio cuore in una gioia incontenibile; dopo un percorso di sei anni nel Cammino Neocatecumenale ho maturato finalmente il mio si totale a Dio, il mio fiat ad una vocazione che il Signore mi aveva posto nel cuore da sempre. Davvero in me si realizzavano le parole del profeta Geremia  “ Mi hai sedotto Signore e io mi sono lasciato sedurre”. Entrando al Carmelo il mio desiderio era quello di vivere più a fondo il memoriale della mia Pasqua ed è così che mi piace considerare la nostra vita di monache carmelitane: un entrare sempre più nel mistero di salvezza di Cristo, vivere sempre con più consapevolezza il nostro essere associata a Cristo sposo nella Chiesa. 

Attraverso un  camino continuo di conversione dall’io a Tu di Dio veniamo trasfigurate in Cristo sposo ed in questo tutta la spiritualità del Carmelo ci è maestra, perché vede il cammino dell’uomo come un’ascesa di purificazione in purificazione sul monte Carmelo che è Cristo Signore. La clausura con la sua struttura diventa il deserto dove nel silenzio e nella solitudine Dio parla al cuore; e se il Carmelo significa giardino ricco di fiori e frutti, il deserto claustrale,  in questo incontro amoroso trasformante con Dio, porta frutti di vita eterna per il bene del Corpo Mistico. La nostra giornata alimentata costantemente dall’ascolto orante della Parola e dalla partecipazione consapevole alla liturgia quotidiana, rende tutta la nostra vita una preghiera,  relazione amorosa con Colui dal quale ci sentiamo amate;  prolunghiamo così nel mondo la missione orante di Cristo, per diventare come Lui un’offerta gradita al Padre, una lode perenne della sua gloria. Oggi rendo grazie al Signore per avermi fatto passare dalla morte del peccato alla vita  della grazia, dalle tenebre alla luce, per essersi manifestato a me come il Crocifisso e Risorto, per essere stato la mia Pasqua; non finirò mai di lodarlo per avermi donato la sua Parola, perché solo attraverso di essa il suo Spirito mi consola, mi conforta, mi istruisce e mi purifica. Lo lodo e lo benedico per avermi dato in dono la mia chiamata a questa vita, per avermi dato per madre la Chiesa e questa comunità nella quale io posso vivere il mio carisma carmelitano.