La Comunità delle Monache Carmelitane di Ostuni (Brindisi), accoglie in foresteria autogestita, ragazze che vogliono trascorrere un periodo di discernimento vocazionale per conoscere più da vicino la spiritualità carmelitana dando la possibilità di partecipare ai vari momenti di preghiera comunitaria ed eventualmente, lo desideri colloqui personali al parlatorio con la responsabile della formazione.

Si dà anche la possibilità a piccoli gruppi o famiglie, di trascorrere dei giorni per ritiro nella loro foresteria, sempre autogestita.

Per contattare le Carmelitane di Ostuni, scrivere al seguente indirizzo:  carmelitaneostuni@alice.it

Le donne del centro-nord Italia possono invece contattare le Visitandine, le quali seguono la spiritualità di San Francesco di Sales, che si basa sull'umiltà verso Dio e la dolcezza verso il prossimo. Per maggiori informazioni, visitare il seguente sito internet: http://monachevisitandine.blogspot.it/

Chi invece desidera indirizzi e-mail di altri monasteri in altre regioni d'Italia disposti ad accogliere per alcuni giorni donne in discernimento vocazionale (sia giovani, sia oltre i 35 anni), oppure donne che desiderano solo fare un semplice ritiro spirituale non a scopo vocazionale, possono scrivere all'autore del blog indicando la regione desiderata:   cordialiter@gmail.com




A coloro che desiderano chiedere preghiere alle suore di clausura, consiglio di contattare il monastero delle Monache Benedettine di Fermo (Marche), scrivendo al seguente indirizzo:  m.benedettine @ alice.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi). Saranno molto felici di rispondere alle vostre lettere! Le donne possono anche chiedere consigli sulla vocazione religiosa, o anche di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero.

Elenco blog personale

mercoledì 22 ottobre 2014

Testimonianza

Pensieri di un’esperienza raccontata da Francesca, ora sr M. Ludovica dell’Emmanuele, giovane monaca carmelitana. 


Nella solitudine profonda fuggii. Era notte, la notte del mio esistere senza senso: nuovi orizzonti si aprirono finalmente nell’aurora di un giorno di libertà. Il Signore era con me, ma io non lo sapevo, dentro di me stringevo la sua presenza e in lui l’universo intero. Quella voce lontana mi spingeva: “Alzati e va’... Ti aspetto là, dove costruirai te stessa. Non ti preoccupare, Io sono con te e non ti abbandonerò, perché il tuo nome mi è caro. Ti proteggerò, sai, e dovunque andrai, Io sarò con te”. E andai. Il mare. Ricordo il sapore delle corse nelle notti d’estate con il mio cane, Dumba. Il silenzio di un buio familiare e delle acque che si accostavano mi accarezzava dentro. Il fragore del giorno si placava in quei momenti. E mi chiedevo che senso avesse la mia vita. Lavoro, amici, svaghi… e poi? Quell’angolo solitario che mi afferrava da quando ero piccina non si era riempito. Mi aspettava. E questa cosa mi intimoriva. Perché? Seduta sulla spiaggia con il cagnotto stanco sdraiato accanto a me ripensavo ai momenti in cui avevo ingoiato la solitudine come una spina che ti soffoca il respiro. Nessuno che comprendeva le tue parole, tutti che andavano per le loro strade, e io con qualcosa più grande di me che non riuscivo ad andare serenamente incontro alla vita. Quanto dolore! Unici compagni di giochi: Dio e i gatti. Sì, Dio giocava con me, lo sentivo accanto. Me lo vedevo, un babbo buono che mi teneva compagnia, buono come il mio babbo Mario che era lontano. I mesi della navigazione erano per me un’assenza insopportabile. Vivevo l’ansia della separazione da ciò che riempiva il cuore. Mi sentivo perduta perché non potevo attingere alla fonte della mia pace. Mamma lavorava. E io ero sola. Quanto parlava quella solitudine alla mia fame di accoglienza. Parlava di abbandono, di non considerazione, di mancanza vitale. Eppure quella solitudine scavava in me quelle esigenze insaziabili che mi hanno strappato al tran tran per portarmi al Carmelo. Il gusto del proibito era la mia passione. Avevo voglia di esperienze. Tutto doveva passare attraverso di me. Il sapore del consumare l’esistenza senza porsi troppi confini. Stavo buttando i miei anni tra le braccia del: tutto ciò che voglio, quando un pensiero concluse il mio correre. Non dormivo mai d’estate: le crepes uscivano dalle mie mani a migliaia tra le mille voci dei villeggianti nelle notti calde senza ore, gli scaffali del discount mi aspettavano durante il giorno. Un ritmo frenetico, e nei brevi spazi tra un lavoro e l’altro: gli amici, gli amori, le sfide. Dentro un senso di onnipotenza e di profonda umiliazione mi accompagnava. Ricordo che una sera per difendere un’amica afferrai il ragazzo che la stava offendendo con forza e lo buttai in mare. Quante volte penavo nel vedere le ingiustizie spicciole del quotidiano. Allora riandavo ai pomeriggi dell’adolescenza quando con il motorino me ne andavo in un angolo e bevevo il tramonto come risposta al dolore che attanagliava il mio cuore. Lacrime e domande scorrevano senza risposta. Il Signore non aveva posto nelle mie giornate, ce l’avevo con lui perché avevo ricevuto del male. Avevo provato anche a porre fine alla mia vita, ma il mio babbo mi aveva sempre salvato. L’ultima estate, non so perché, prima di andare al lavoro presi a entrare nella Chiesa vicina al discount e a parlare con quel Cristo appeso in fondo. Era diventato un appuntamento ormai, ogni mattina. Dopo anni, qualcosa tornava a tirarmi. Sei anni prima avevo pregato molto. Avevo 18 anni, quando mio padre ebbe un incidente stradale. Volevo a tutti i costi che si salvasse, e mi rivolsi a Dio. Non morì, ma il buco nel cervello lo lasciò come un bimbo di cinque anni. Per me fu come morire: era vivo, ma non era più il mio babbo. L’unica persona che veramente mi capiva, alla quale potevo dire tutto senza problemi, il mio unico vero amico, tutto il mio affetto.  Non capivo perché mi era stato tolto. E se pregavo, d’altra parte litigavo con Lui per quello che aveva fatto. Dopo anni mi ritrovavo a cercarlo e a chiedergli di portarmi via. Che senso aveva vivere? Fu allora che dissi: Mi vado a fare suora. Ero di quelle che sfottevano i preti e le suore, ma anche quella che faceva il primo soccorso, che andava come volontaria al centro per tossicodipendenti o al circolo anziani. Misteri del sentire umano… Dove andare? Mi piaceva la missione, l’Africa era il mio sogno. Andare ad aiutare i bambini, la gente di quelle terre in miseria. Chiedi a un prete che mi conosceva, qualche indirizzo. Mi disse di andare dalle mercedarie o dalle clarisse. Andai con un mio amico, ma non mi piacque l’accoglienza che ricevetti. E tornai via, senza aver concluso nulla. Il Signore sapeva dove aspettarmi. Fu una signora cliente del discount dove lavoravo che mi indicò un posto dove andare: Cerreto. Lo cercai sulla cartina perché non avevo idea di dove fosse. E un pomeriggio andai. Un luogo semplice, senza pretese. Mi fecero accomodare in parlatorio e lì incontrai le suore. Mi piacquero. Erano normali, non mi sentivo a disagio. Chiesi: Voglio vedere come si fa a diventare suora. Tornai la settimana dopo. Non capivo cosa stava succedendo. So solo che mi licenziai dai posti di lavoro che avevo. E partii. Si apriva il capitolo più importante della mia vita, quello che sto vivendo ora. Mi piaceva quel silenzio, la preghiera, il poter leggere e pensare, lo stare insieme. Mi mancavano tanto però gli amici, il mare, il mio cane, il mio babbo. Non sapevo cosa fare. Appena decidevo in cuor mio di andar via, Qualcuno con forza mi diceva: “Rimani”. Anche la notte, mi svegliavo e quell’invito non mi lasciava: “Ma dove vai? Rimani”. Un solo pensiero mi attraversava la mente: Sarò degna di servirlo? E rimasi.

Dopo un anno e mezzo posso dire di aver intuito il perché sono qui. L’impegno nel lavorare alla propria trasformazione interiore che al Carmelo è pane quotidiano mi sta facendo scoprire la bellezza della mia vita umana. Gli scogli più aspri della mia storia mi stanno rivelando la predilezione di Dio che mi ha raggiunto attraverso la sofferenza rendendomi capace di andare oltre il vissuto. L’uscire da me stessa, una me stessa camuffata nell’immagine di ragazza ultramoderna trasgressiva e senza debolezze, mi sta donando il mio vero volto. E quando chiedo a  Babbo: “Perché proprio io?” e Lui mi risponde: “Mi è piaciuto il tuo cuore”, capisco che la chiamata è un mistero come è un mistero la risposta. Quale parte ho avuto io? Forse quella di non aver chiuso mai i battenti alla speranza che ci fosse qualcosa di bello anche per me e di aver ascoltato passo passo quella voce profonda che mi indicava. Con te oggi dico grazie al Signore per avermi donato di partecipare al Suo dono di Amore. 

Il 2 febbraio di due anni fa ho fatto i voti e indossato l’abito carmelitano. Conto sulla tua preghiera per il mio cammino. Io ti ricorderò nelle mie giornate consacrate all’Amore.


____________________________________________________________________

Per contattare le Carmelitane di Cerreto di Sorano, scrivere all'indirizzo:  carmelitane@gmail.com

mercoledì 1 ottobre 2014

Pregare per un'amica

Riporto la risposta che ho inviato a una lettrice del blog.

Carissima sorella in Cristo,
                                          nella tua precedente lettera mi avevi detto che stavi passando un periodo difficile da un punto di vista spirituale, poi non ho più ricevuto tue notizie per alcune settimane. Ti confesso che durante questo periodo mi sono un po' preoccupato per te. Mi spiego meglio. Certe persone dopo la conversione vivono un periodo di fervore e desiderano fare qualsiasi cosa per piacere a Dio, anche abbracciare la vita religiosa. Poi, appena arrivano le difficoltà e le persecuzioni, si arrendono e ritornano alla vita mondana che conducevano in passato.

Sono contento di sapere che in questo periodo di difficoltà non hai tradito Gesù tornando alla vita mondana, ma hai continuato a perseverare sulla “via stretta” che conduce alla Patria Celeste. Hai fatto benissimo ad abbandonare i trucchi e gli abiti succinti. Se una ragazza è carina, non ha bisogno di usare trucchi e cosmetici vari, anzi, usandoli rischia di trasformarsi in un ridicolo clown. Se invece è bruttina, coi trucchi diventa ancora più bruttina. Una cosa del genere la diceva anche San Giovanni Crisostomo nelle sue omelie in cui esaltava la castità. Per quanto riguarda gli abiti che scoprono troppo il corpo della donna, nessuna ragazza davvero cristiana dovrebbe indossarli. Questi abiti volgari e spudorati servono solo a catturare gli sguardi impuri di persone schiave della lussuria e dell'iniquità. Al contrario, le persone che praticano la virtù della purezza disprezzano gli abiti seducenti e considerano degne di commiserazione coloro che li utilizzano. La gente deve apprezzarti per le tue qualità interiori, l'aspetto fisico è secondario. Questo discorso non vale solo per le ragazze che aspirano ad abbracciare la vita religiosa, ma vale anche per quelle che intendono sposarsi. Usando abiti provocanti si attirano corteggiatori di poca virtù, invece utilizzando abiti che rispettano il pudore, si attirano corteggiatori virtuosi che desiderano trovare una sposa seria e ricca di virtù, non una donna sfacciata e spudorata.

Alcuni pensano erroneamente che il cristianesimo sia una Religione maschilista. Ciò è falso! Il vero cristiano ha un grande rispetto della donna perché anch'essa ha un'anima creata ad immagine e somiglianza di Dio. Al contrario, la società moderna infestata dal materialismo e dall'edonismo ha ridotto la donna a un oggetto da sfruttare per fini turpi, per poi gettarlo via come uno strofinaccio usurato quando non è più utilizzabile. Una grave responsabilità della situazione attuale della società è addebitabile alle sette massoniche che tramano contro la Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Gesù Cristo. Spesso sono i massoni coi loro potenti mezzi di comunicazione sociale a depravare e corrompere i cuori sin dall'infanzia.

Un altro grave problema che affligge la Chiesa è il tradimento di coloro che pur professandosi cattolici, in realtà hanno aderito allo spirito mondano che appesta la società. Tanti cristiani seguono la mentalità relativista che domina il mondo e quindi accettano cose gravemente immorali come l'aborto, il divorzio, la contraccezione, i rapporti prematrimoniali, l'adulterio, il “matrimonio civile” tra omosessuali, l'uso della droga, ecc. Quei cattolici che coerentemente continuano a lottare contro queste cose immorali vengono ingiustamente considerati come arretrati, medievali, oscurantisti, intolleranti e fanatici fondamentalisti. Non bisogna stupirsi di ciò, infatti i veri cristiani sono sempre stati calunniati e perseguitati come fu calunniato e perseguitato Gesù Cristo quando venne sulla terra.

Come tu stessa hai notato, molti cristiani hanno aderito anche al relativismo dogmatico, pertanto credono che tutte le religioni sono uguali e negano che Gesù Cristo sia l'unico Salvatore del genere umano. L'eresia modernista col suo immanentismo sta distruggendo il senso del “soprannaturale”, dunque si è diffusa la pestilenziale idea che nega la soprannaturalità dei miracoli, non solo quelli approvati dalla Chiesa a Lourdes, ma persino quelli raccontati nella Bibbia, la quale è Parola di Dio. Il Signore non può mentire, perché è Verità infinita.

San Pio X disse che non pochi sacerdoti avevano aderito all'eresia modernista, quindi non devi stupirti più di tanto quando senti certi preti affermare cose “strane”. Noi dobbiamo restare fedeli a ciò che i Sommi Pontefici hanno sempre insegnato, pertanto se il Papa dice una cosa e un prete dice una cosa contraria, noi dobbiamo seguire l'insegnamento del successore di Pietro, il Vicario di Cristo sulla terra.

Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita, spero solo che tu faccia la volontà di Dio. Tuttavia, nell'autobiografia di Santa Teresa di Lisieux si legge che questa eroica carmelitana pregava affinché il Signore donasse la vocazione anche a sua sorella Celina; non voleva che il suo cuore cadesse nelle mani di qualche uomo della terra (in effetti Celina aveva qualche corteggiatore), ma alla fine entrò anche lei nel monastero di clausura. Inoltre nello stesso libro si legge che la sorella di una novizia pensava alle cose della terra, ma Santa Teresina e la novizia si misero d'accordo nel fare una crociata di preghiere per ottenerle la vocazione religiosa, e alcune settimane dopo anche quella ragazza entrò in monastero. Che voglio dire con ciò? Dico che desidero che sia fatta la volontà di Dio su di te, tuttavia ciò non mi impedisce di pregare Gesù buono di prenderti come sua sposa in qualche ordine religioso fervoroso e di stretta osservanza. Come Santa Teresina nei confronti di Celina, anche io nei tuoi riguardi spero che il tuo cuore non venga conquistato da un ragazzo della terra.

Mi piace nei cristiani lo spirito combattivo e militante, pertanto ti incoraggio a proseguire le tue letture apologetiche per la difesa della Fede, la riconquista delle anime e la maggior gloria di Dio.

In Corde Matris,

Cordialiter

sabato 20 settembre 2014

Lettera di una donna

Ripubblico una bella lettera vocazionale che tempo fa mi ha scritto una lettrice del blog.

Gentilissimo Cordialiter, è davvero poco che seguo il tuo blog, e per fortuna l’ho trovato! Ti scrivo perché vorrei “approfittare” della tua disponibilità per raccontarti la mia piccola storia, e anche per ricevere consigli, o qualche dritta, visto che al momento mi trovo un po’ spaesata. Ho sempre frequentato la messa, iper-impegnata in parrocchia come organista, con le mie migliaia di difetti e imperfezioni, ma soprattutto coi peccati che regolarmente commettevo e di cui puntualmente mi pentivo, salvo poi continuare a commetterli. Non ho mai pensato a consacrarmi interamente al Signore, anzi, il pensiero era ben lungi da me, volevo sposarmi, avere figli, un bel lavoro, fare carriera… avere fama, essere conosciuta, benvoluta e apprezzata da tutti. Ho 25 anni, sono laureata in psicologia e a luglio mi diplomo in pianoforte; inoltre ho un’amica d’infanzia con cui stavo progettando di trasferirmi in Toscana (io sono della provincia di...) e di trovare lavoro, iniziando così “la bella vita” lontano dai nostri genitori (che io e questa mia amica vedevamo come un impedimento alla nostra voglia di libertà). [...] Ho sempre pregato Santa Faustina Kowalska, conoscendola attraverso un librettino di una trentina di pagine, ma non mi sono mai spinta a comprare il suo Diario perché (mi dicevo) mi avrebbe spronata ad irrobustire la mia fede ancora immatura (era una cosa che percepivo dai pochissimi scritti di lei che ci sono in questo libretto), e io non volevo… Era così bella la vita rilassata e godereccia! A quante privazioni mi sarei dovuta sottomettere? A quante cose avrei dovuto rinunciare? Ad ottobre 2010 mi decisi però, e acquistai il Diario… Grazie al Diario mi sono progressivamente allontanata dal peccato e la mia vita ha piano piano assunto un senso nuovo,
una luce diversa. Mi sono resa conto di tante cose, è come se Santa Faustina, con il suo modo semplice e umile di dire le cose, mi abbia spalancato gli occhi su una vita intera (la mia) vissuta ben lontana da Dio, e io che con la mia presunzione credevo di salvarmi, ero (e sono) in verità la più misera peccatrice! In fondo, cosa mi distingue da un bestemmiatore? Niente, lui offende Dio pubblicamente, io nel mio intimo… il risultato però è lo stesso. Ma soprattutto: ho capito che non basta andare in chiesa per essere perfetti cristiani...

A dicembre, pochi giorni prima del Natale, mi sono liberata di molte cose con una bella Confessione (che non facevo da tanto), e ho ricevuto l’Eucarestia per la prima volta con il cuore veramente grato per il tanto amore di Gesù, per aver perdonato ancora una volta i miei peccati. Da allora è stato un vortice crescente: dopo il Diario ho letto con un certo tedio altri libri (io adoro leggere!) che mi erano stati consigliati, ma che non erano riferiti a Gesù, per cui cercai di terminarli quanto prima e passare a un’altra perla che avevo sul comodino in attesa di esser letta: “Storia di un’anima”, della piccola Teresa di Lisieux… Un altro libro che ha fatto un bene immenso alla mia anima, ma quest’ultima unitamente al mio cuore desiderava di più, così ho iniziato una lettura del Nuovo Testamento (in base a un ordine che mi è stato consigliato dal mio sacerdote per rendermi la lettura un po’ più fruibile). Caro Cordialiter, non ci crederai, ma quanto prima mi sembrava “oscuro” o “difficile” è diventato per me leggibilissimo e chiaro come il sole!! Piano piano, nel giro di questi pochi mesi, tutte le cose di questo mondo hanno assunto per me un valore differente; ho iniziato a pesare il tutto con la bilancia che adopererebbe Dio. Quanto è importante uscire truccata, coi capelli in perfetto ordine, e piena di gingilli? Quanto conta l’aspetto esteriore rispetto a quello che ho nel mio cuore? … Ho iniziato a dare un valore diverso anche alla mia laurea. […] ho iniziato a riconsiderare tutta la mia esistenza alla luce di Dio, e ho constatato che io in 25 anni ho fatto veramente poco! [...] 3 settimane orsono ero assorta nei miei pensieri quando ho avuto una specie di folgorazione: e se Dio stesse chiedendo qualcosa di più alla mia vita? Da allora ho iniziato a pensare a una possibile consacrazione. Il tempo trascorso è davvero poco, e in effetti io sono ancora in cerca di qualcuno che mi aiuti a capire se la mia è una semplice fantasia oppure è effettivamente la Volontà del Signore. Ho iniziato la lettura dell’Imitazione di cui spesso parlava la cara Santa Teresina, ed è edificante al massimo grado. Se Dio volesse una mia consacrazione io risponderei semplicemente “Eccomi”, perché ho compreso in questi mesi che le opere compiute sulla terra, quelle che non hanno come scopo la maggior Gloria di Dio, valgono a ben poco. E’ strano: quando penso di essere risolutiva in questa mia scelta, mi prende uno strano torpore, avrei tanto bisogno di un padre spirituale a cui confidare quello che sento. Ho raccontato i miei pensieri al mio sacerdote e lui mi ha esortata a continuare a pregare, che poi la volontà di Dio si sarebbe manifestata in un modo o in un altro.

Cosa mi consigli caro Cordialiter? Di cercarmi un padre ora? Di attendere qualche mese nel frattempo continuando a pregare? Di provare direttamente con un’esperienza? Ho confidato questa cosa anche a mia madre, la quale devo dire che mi ha dato il suo appoggio morale e materiale, qualora io decidessi di consacrarmi. L’ho confidato ad alcune amiche e a un paio di zie… Ma mi rendo conto che forse se avessi taciuto, conservando (come fece la Madonna) nel mio cuore queste cose, e meditandole in silenzio, sarebbe stato meglio, ma ormai è fatta. Per ora sono in una situazione di stallo. Mi sento come potrebbe sentirsi una persona che si trova da sola in una distesa sconfinata, senza un punto di riferimento; ho notato che il diavolo mi tenta molto, specialmente di notte; i suoi assalti si fanno tenaci specialmente quando desidero essere risolutiva, mi prende un torpore terribile. Mi affido interamente a Dio e alla Madonna. Se dovessi consacrarmi, mi piacerebbe optare per un ordine rigido e per una vita contemplativa, magari anche di studio delle Sacre Scritture o di lavoro. Ho paura altrimenti che il mio carattere estroverso, portato ad inorgoglirsi e facile al riso (e forse alla buffonaggine) potrebbe nuocermi e alimentare il mio amor proprio, oltre che distrarmi, invece di mortificarmi. Però non lo so, farò la volontà di Dio, qualunque essa sia. Intanto ti saluto, scusami se mi sono dilungata!

Un abbraccio fraterno

(lettera firmata)

lunedì 8 settembre 2014

Suore di clausura Grosseto

Uno degli scopi principali del blog sulla vocazione religiosa consiste nel far conoscere i migliori monasteri italiani. La vita consacrata è davvero meravigliosa, purché sia vissuta in maniera profonda e fervorosa come è praticata dalle Monache Carmelitane di Cerreto di Sorano (Grosseto). Il loro monastero è situato in una zona tranquilla e isolata della splendida campagna toscana.  In un luogo così bello e sereno è davvero facile raccogliersi interiormente e riflettere sul vero senso della vita, il quale consiste nel conoscere, amare e servire il Signore, in attesa di unirsi eternamente con Lui nella Patria Celeste. Tutto ciò che nella vita non tende a questo scopo supremo, è vanità delle vanità.

Le Carmelitane di Cerreto sono fedeli al Magistero dei Sommi Pontefici, inoltre ci tengono molto che la Sacra Liturgia venga celebrata con devozione e sacralità. A tal proposito amano tanto utilizzare i melodiosi ed intramontabili canti gregoriani, i quali sono un potente strumento per innalzare l'animo a Dio. Nel loro monastero regna il silenzio, senza del quale sarebbe difficile vivere continuamente alla presenza del Signore, cioè col cuore rivolto a Dio. Apprezzo molto il fatto che utilizzano con modestia e devozione l'abito religioso. Non se lo tolgono mai, nemmeno quando fanno lavori pesanti, come ad esempio i lavori nell'orto.  Tra i vari aspetti interessanti è da notare che hanno conservato anche la bella consuetudine di affidare a ogni suora un nome religioso diverso dal nome civile.

Il monastero dispone anche di una foresteria nella quale possono essere accolte, al massimo per 4 giorni, delle persone desiderose di trascorrere un periodo di raccoglimento, meditazione e preghiera.  Non c'è un costo fisso da pagare (come avviene invece negli alberghi), ma si lascia un'offerta libera in chiesa. Le suore si sostengono grazie alla Provvidenza che suscita i benefattori ad aiutare con generosità queste claustrali. Inoltre per il proprio sostentamento le monache realizzano icone sacre, restaurano calici antichi e producono gustose e genuine marmellate. 

Le ragazze che desiderano fare un'esperienza vocazionale, possono contattare le monache scrivendo all'indirizzo: carmelitane@gmail.com

È possibile giungere al monastero anche col treno, scendendo alla stazione di Orvieto, dove un'oblata verrà a prendervi in macchina. Se vi sentite attrarre da Gesù buono alla vita monastica, vi consiglio di fare un'esperienza di vita religiosa tra le Carmelitane di Cerreto. Che grande grazia poter diventare vera sposa di Cristo in un monastero fervoroso e osservante!






lunedì 25 agosto 2014

Domande a una monaca carmelitana

Ho fatto alcune domande sulla vita religiosa a una monaca del Carmelo "Janua Coeli" di Cerreto di Sorano (Grosseto), la quale ha accettato gentilmente di rispondere.

- In cosa consiste la spiritualità Carmelitana? 

- La spiritualità Carmelitana ruota attorno alla presenza di Gesù e l'efficacia della sua parola. Noi ne siamo semplicemente raggiunte, basta lasciarsi afferrare... diventa vita solo ciò che afferra il cuore, si radica in esso, nel centro della "vera vita". Non si costruisce nulla di solido, di stabile e di vivo, non si vive il vangelo veramente e non si costruisce la propria storia senza favorire in se stesse e in tutti i modi la preferenza del cuore per Gesù, quella che ci chiede con insistenza la nostra Regola, quella che fa mettere la presenza di Cristo prima di tutto, che fa stare decisamente in Lui e permette alla sua Parola di Dimorare abbondantemente sulle nostre labbra e nei nostri cuori."Vivere in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza" queste parole di sant'Alberto, autore della nostra Regola, sono di ispirazione paolina e rappresentano una sorta di matrice in cui sono accennati gli elementi cardine del carisma carmelitano. Sant'Alberto, patriarca di Gerusalemme ha dato forma scritta al progetto di vita già scelto nella prassi dai primi eremiti che si trovavano presso il monte Carmelo. Noi carmelitane, figlie di quei santi padri, viviamo "l'ossequio a Gesù Cristo" nella dimensione contemplativa e nell'impegno della ricerca del volto del Dio Vivente, in una fraternità orante, nella preghiera di intercessione per ogni fratello e sorella. Ed è proprio nella preghiera che si attualizza questo camminare accanto alle speranze, le gioie, i dolori, le angosce e i turbamenti di ogni fratello e sorella, in sincera e intensa amicizia, alimentata da uno sguardo sapienziale sulla vita e gli eventi che nasce da un rapporto quotidiano di intimità con la Parola di Dio, dalla condivisione di una passione capace di ravvivare il fuoco dell'amore, quella per ogni volto che il Signore ci ha posto accanto e a cui ci consente di essere prossimi. 

- Per i mondani è assurdo rinchiudersi in un monastero di clausura. Potete spiegare qual è la missione delle suore di vita contemplativa? 
- C’è una frase del poeta Holderlin che risponde bene al nostro sentire di oggi: “Ciò che tu cerchi è vicino e ti viene incontro”. A volte noi cerchiamo risposte laddove non le troveremo mai e tutti ripiegati su noi stessi non ci accorgiamo che proprio il fratello che ci sta accanto è la risposta che stavamo cercando, solamente per il fatto che è presente. La vita al Carmelo è una testimonianza per il mondo dell’essere “presenza”. L’uomo si affanna nel fare, perde di vista la sua vera e unica dignità: l’essere uomo. Quando una vita umana parlerà di esistenza piena senza bisogno di parole, allora si apriranno le vie del comunicarsi vicendevolmente se stessi e non ci sarà più bisogno di cercare perché si vivrà nell’aver trovato! La vita contemplativa, la vita al Carmelo in questo stare alla presenza del Signore è una lampada accesa in un mondo consumato dal buio delle folli corse all’apparire, è un segno vestito di fragilità e di piccolezza che mai perderà il suo fascino perché nella vulnerabilità gioca il suo spazio di incontro con l’Assoluto. 

- Molta gente inesperta di vita religiosa pensa erroneamente che sia triste e noioso vivere in un monastero di clausura. Come mai invece siete così gioiose e felici di aver abbracciato la vita monastica?

- E' nel vivere quotidianamente la gioia e nell'esprimere l'amorevolezza del servire il Signore che noi monache carmelitane testimoniamo il primato di Dio e del suo Regno. L'impegno di ogni giorno è nel rendere realtà la certezza che Dio ci ama ed a Lui abbiamo consegnato la nostra vita ed il nostro amore totale. Vogliamo vivere come Maria, da donne aperte alla volontà di Dio, aperte alla speranza che non verrà meno la Sua promessa. La vita in clausura diventa allora acclamazione del suo amore, nell'allegrezza, nell'accoglienza della volontà di Dio. "Vale la pena" donare la propria vita per amore, mettersi in gioco nella sequela di Gesù povero, ubbidiente e casto. 

"Con animo libero e accogliente, 'con la tenerezza di Cristo' le monache portano in cuore le sofferenze e le ansie di quanti ricorrono al loro aiuto e di tutti gli uomini e le donne. Profondamente solidali con le vicende della Chiesa e dell'uomo d'oggi, collaborano spiritualmente all'edificazione del Regno di Cristo, perché 'Dio sia tutto in tutti' (1Cor 15, 28), (Istruzione "Verbi Sponsa", Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata). 

- Siete disponibili ad accogliere delle ragazze che vogliono discernere la propria vocazione, o che desiderano semplicemente trascorrere alcuni giorni di raccoglimento, riflessione e preghiera? 

- Chi arriva a Cerreto al Monastero Janua Coeli giunge appositamente, con difficoltà si passa per queste colline se non mossi dalla ricerca di un luogo silenzioso, in disparte dove poter condividere con la comunità la preghiera liturgica nella lode gratuita al Signore e nell’ascolto della Parola di Dio. Una piccola foresteria consente a coloro che cercano un clima di pace e raccoglimento di trascorrere alcuni giorni di ritiro. 

È uno spazio semplice e familiare dove poter trasformare le ordinarie preoccupazioni in sollecitudine vitale come costruttori di accampamenti di rinnovata pace e aprirsi all’incontro con il Signore unico tesoro della nostra vita. La comunità è aperta all'accoglienza per coloro che sono in discernimento. Chi desidera un aiuto nel cammino e vuole avere un avere un colloquio con una sorella può scrivere a carmelitane@gmail.com




martedì 19 agosto 2014

Suore di clausura Gorizia


Uno degli scopi di questo blog è di segnalare i migliori monasteri d'Italia in cui poter fare un'esperienza vocazionale. Alle ragazze del Friuli-Venezia Giulia segnalo il monastero di stretta osservanza delle Suore Clarisse, sito in Piazza Sant'Antonio, 2/B - 34170 Gorizia. La Madre badessa è suor Maria Amata Anelli.

Queste zelanti seguaci di Santa Chiara provengono dal buon monastero delle Clarisse di Osimo (Ancona). Le Clarisse di Gorizia si caratterizzano per l'ardente devozione alla Madonna e per la "pietas cristiana" con cui partecipano al Santo Sacrificio della Messa. Secondo il giornalista Camillo Langone, nella loro chiesetta viene celebrata una delle migliori Messe del nord-est. Il loro monastero è una vera e propria oasi di pace e di vita cristiana.

Forse qualche lettore del blog pensa che in fondo i monasteri sono tutti uguali. In realtà ci sono monasteri dove si vive in maniera fervorosa e devota, osservando fedelmente la propria Regola monastica, mentre in altri monasteri è subentrato un certo rilassamento che ha portato ad uno stile di vita tiepido e poco attraente. Sant'Alfonso Maria de Liguori, grande Dottore della Chiesa, è stato un zelante apostolo delle vocazioni religiose. Nei suoi scritti diceva ai giovani vocati di scegliere di entrare in un monastero di stretta osservanza, poiché è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato, dove, come dimostra l'esperienza, si viene derisi e trascinati al rilassamento dagli altri religiosi.

La vita religiosa è bella solo se viene vissuta in maniera profonda e fervorosa, altrimenti è meglio restare nel mondo. Fortunatamente, dopo la burrasca degli anni settanta, adesso stanno fiorendo vari monasteri che attraggono molte vocazioni grazie ad uno stile di vita autenticamente religioso. In questi monasteri si vive da vere religiose, senza compromessi con la mondanità e il rilassamento. Quante benedizioni piovono dal Cielo grazie alla vita di penitenza e preghiera delle zelanti seguaci di Santa Chiara! Preghiamo per loro affinché rimangano fedeli alla propria Regola e non facciano la fine di quei monasteri che si sono rilassati.

Alle persone attratte dalla vita consacrata, consiglio di visitare il blog sulla vocazione.

Dal giornalismo al convento

Tra le lettrici del blog vocazionale vi era anche una giovane giornalista, la quale in passato viveva mondanamente come se Dio non esistesse, ma dopo la sua conversione ha cominciato a sentirsi attratta alla vita religiosa. Molto gentilmente ha accettato di rispondere a una serie di domande, ed è venuta fuori una specie di “intervista” che ripubblico volentieri perché è davvero edificante.

Quando vivevi in maniera mondana, ti sentivi felice e con la pace nel cuore?

No, non ero in pace. Cercavo l'esagerazione, il divertimento e soprattutto l'amore nel modo sbagliato. Ovviamente, come tutte le illusioni, i primi tempi è "tutto bello", poi però c'è qualcosa che ti lascia una scia di tristezza. Era una felicità che mi sfuggiva dalle mani. Cercavo di prenderla, ed ogni volta scappava. Finiva. Mi lasciava vuota. Nonostante avvertissi tutto ciò, non avevo ancora toccato "il fondo" per risalire. Nel mio cuore infatti c'erano l'ambizione alla carriera, la voglia di essere sempre più bella e piacere agli uomini, e di farmi una famiglia (cosa buona) ma che cercavo di fare sulle basi dei valori proposti dal mondo: la bella casa, il bel fidanzato, i gioielli, le vacanze, ecc.

Come è avvenuta la tua conversione?

La conversione è avvenuta perché Qualcuno è venuto a prendermi. Avevo il fidanzato e non vivevo certo in castità. Lui lavorava in televisione ed io ero affascinata da questo mondo e dal potere che aveva. Iniziai qui infatti ad innamorarmi del giornalismo. All'inizio era tutto bello. Sembrava che fosse davvero l'amore della mia vita. Avevo anche litigato con i miei genitori per vivermi questa storia. Nel frattempo mi laureo e dopo un susseguirsi di soddisfazioni nasce dentro di me una strana inquietudine. Ora, la chiamerei una "sana inquietudine". Cioè mi capitava questo: in ogni posto dove andavo con il mio ragazzo, non mi sentivo al mio posto. Non so, ti faccio qualche esempio. Andavamo ad una mostra ed io volevo uscire fuori. Andavamo a vedere una rappresentazione teatrale ed io non mi sentivo bene lì. Non capivo che era Gesù che mi stava cercando. L'ho capito più in là, ma quello, ne sono certa, è stato il primo forte richiamo di Gesù. Mi sentivo insoddisfatta e mi sembrava che tutto non avesse più senso. Litigavo sempre più spesso con il mio ragazzo e diventavo sempre più triste. Decisi così di mollarlo. Per un po' andò meglio, nonostante la sofferenza affettiva che provavo perché non capivo cosa mi stesse succedendo. Davo intanto la colpa agli altri. Al mondo e alle persone. Ma Gesù non mi lasciò sola. Mi buttai nel lavoro. Ero sempre più vanitosa. Avevo le giornate belle piene ma quando tornavo a casa e chiudevo la porta della mia camera, mi veniva da piangere a più non posso. Ero infelice!!! E avrei voluto gridarlo al mondo intero. Ma non capivo il perché. In fondo, mi dicevo, ho tutto. Avevo un lavoro bello, i ragazzi non mi mancavano... ma ero triste. Sono state le parole del Vangelo e il diario di Santa Faustina a darmi LUCE. Mi è bastata la parola di Gesù: "IO SONO LA VIA, LA VERITA', LA VITA'" a farmi capire improvvisamente tutto. E a farmi chiedere: ma io per cosa vivo questa vita? Mi sono sentita amata da Gesù in una maniera così grande e unica che poi mi sono buttata a cercare libri su Gesù, preghiere e tutto quello che lo riguardava. Ma soprattutto ho iniziato a cercarlo ed ho scoperto che Lui è stato sempre a fianco a me. Sono esplosa nel vero senso della parola. Ho iniziato ad andare a Messa quasi tutti i giorni, a pregare, a parlare con Gesù. Per me è stato come innamorarmi di un Uomo. Il resto non aveva più senso per me. Quando qualcuno nominava l'Eucaristia, la Messa o la Parola di Dio mi batteva forte il cuore. Ho scoperto L'AMORE GRANDE di un Padre che prima ignoravo. Da qui è iniziato il cambiamento. Ci tengo a dire che non è stato un cambiamento avvenuto dal giorno alla notte. È stato proprio un cammino in salita che ho fatto muovendo un passo alla volta. E tuttora sto camminando nella stessa montagna. La conversione dura tutta la vita!

Quando hai cominciato a sentirti attratta alla vita religiosa?

Sentivo che questo amore cresceva sempre di più. Più scoprivo l'amore di Dio e più nasceva in me il desiderio di rispondere a questo AMORE. Quando ho sentito per la prima volta l'attrazione alla vita religiosa, ovvero a dedicare tutta la mia vita per Gesù, mi sono detta: "eh si, ma cosa vado a pensare, ma figurati se Gesù sceglie proprio me e perché proprio io?". Non ci volevo credere. Più mandavo via questo pensiero e più tornava. Andavo perfino da alcuni preti raccontando tutte le cose negative su di me perché loro mi dicessero che non poteva essere che Gesù mi chiamava. MA GESÙ ORMAI MI AVEVA PRESA. E l'ho capito quando ho visto che la mia vita non avrebbe avuto senso se non vissuta solo per Lui.

Cosa hanno detto i tuoi amici e conoscenti quando hanno saputo che intendi entrare in convento?


Non sono stata vista tanto bene. E la cosa che mi ha stupito di più, e mi dispiace dirlo, è che alcune critiche sono arrivate proprio da alcuni fedeli che frequentano la chiesa. Mi sono accorta che ci sono molti fedeli che non simpatizzano molto per le suore. Spesso sono considerate delle fallite, o comunque un esempio da non imitare. Comunque delle critiche non mi importa. Ho scelto Gesù e sono contenta.

Tu sei giornalista, tante persone vorrebbero avere il tuo lavoro, cos'è che ti spinge a lasciare tutto per abbracciare la vita religiosa?

Cosa vuoi che sia il mio lavoro da giornalista in confronto alla morte in croce che Gesù ha dovuto affrontare per me? Cosa vuoi che siano tutti i successi di questo mondo, e i ragazzi che potrei avere in confronto all'AMORE DI GESÙ? Io credo proprio nulla.

giovedì 31 luglio 2014

Non è obbligatorio sposarsi

Alle persone che si sentono attratte dalla vita religiosa, ma che sono indecise se entrare in monastero oppure sposarsi, consiglio di leggere questa lettera di Sant'Alfonso Maria de Liguori a una ragazza incerta sullo stato di vita da eleggere: cliccate qui.

lunedì 28 luglio 2014

Vocazione religiosa

Pubblico la testimonianza vocazionale di una suora di clausura del monastero dell'Ordine della Visitazione di Baggiovara.


Avevo 17 anni quando iniziai a chiedermi quale fosse la mia vocazione. Dopo qualche tempo che pregavo affinché Dio mi illuminasse, cominciò a nascere nel mio cuore una forte attrattiva verso la vita consacrata, la mia prima reazione fu però di considerare questo impulso come una tentazione: come potevo pensare di diventare “sposa di Cristo”, proprio io che fino a poco tempo prima non frequentavo la Chiesa? Ero decisa a lasciare perdere queste “fantasie”, ma il desiderio di essere tutta di Dio non se ne voleva proprio andare…così dissi a Dio: “se questa chiamata è la tua volontà e non una mia illusione, ti prego di darmene la certezza”. Pochi giorni dopo, ascoltai su Radio Maria l'intervista ad una suora che continuava a ripetere: “se c’è qualcuno all’ascolto, che sente la Chiamata alla vita consacrata, ma è incerto, lo invito ad assecondarla perché soltanto rispondendo al progetto di Dio possiamo realizzare la nostra felicità”. Mi sentii fortemente interpellata da quella parole. Ancora dubbiosa, decisi che ne avrei parlato al più presto con una religiosa. Due giorni dopo, mi recai di buon mattino in Duomo per ascoltare la S. Messa, con l’intenzione poi di cercare una suora con cui parlare. Il Vangelo del giorno era quello del “giovane ricco” e fui presa da grande stupore e timore insieme quando, durante l’omelia, sentii il sacerdote ripetere insistentemente le stesse identiche parole della suora di Radio Maria!

Uscita dal Duomo ero molto agitata e quando vidi una suora venire nella mia direzione, senza pensarci due volte, la fermai e le chiesi di raccontarmi in che modo aveva capito la sua vocazione. Poi le raccontai quello che mi era successo e mentre parlavo tutto si faceva chiaro nella mia mente. La suora fu molto incoraggiante e mi invitò a seguire quello che sentivo nel cuore. Quando la lasciai accettai per la prima volta l’idea che il Signore, fra tante ragazze, potesse chiamare proprio me, e allora con grande gioia gli dissi il mio “sì”… quello che è successo dopo è indescrivibile! Mi ritrovai completamente immersa nella Presenza di Dio, il suo Amore si riversava a fiumi su di me ed era tanta la sua dolcezza che credevo di morirne, se me ne avesse donata un po’ di più non avrei potuto sopportarla! Non pensavo potesse esistere qualcosa di così bello. Era come guardarlo negli occhi ed essere guardata dalla Sua Misericordia infinita. “Vidi” ancora più chiaramente la mia chiamata alla vita consacrata. Gesù aveva esaudito in pieno la mia preghiera: mi aveva resa sicura della sua volontà. Da allora niente è stato più lo stesso, ho scoperto Gesù come persona viva e concreta e si è accresciuto in me il desiderio e il bisogno di intimità con Lui. È stato principalmente questo bisogno che mi ha portata a scegliere, tra le varie forme di consacrazione, la vita claustrale.

_____________________________________________________________________________
Le donne che desiderano trascorrere alcuni giorni nel monastero delle Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per poter fare un'esperienza vocazionale, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:  monvisit@virgilio.it


lll 

sabato 26 luglio 2014

Elogio della castità

Riporto una bella lettera che mi ha scritto una ragazza sul tema della purezza.

Caro D.,
              ti ringrazio per aver risposto alla mia lettera, mi ha fatto molto bene leggere le tue parole, farò tesoro dei preziosi consigli che mi hai dato. Leggerò sicuramente e al più presto le letture che mi hai consigliato. Amo leggere tutto ciò che riguarda Gesù, Maria e i Santi, infatti ho anche trovato il tempo per leggere il Vangelo, che sta diventando una cosa di cui non posso fare a meno. Ogni volta che ho qualche perplessità, dubbio, problema o semplicemente ho bisogno di sentire la parola di Dio, lo apro e sento infondermi coraggio e speranza.

Come mi hai detto, e come già avevo intenzione di fare, continuerò a recitare il Rosario e ad amare la Madonna. Sai, fin quando ero piccola io vedevo (come penso tutti i bambini) mia mamma pura e perfetta come Maria, ma in seguito, crescendo, mi sono resa conto che quella era una mia convinzione. Allora ho cominciato a chiedere a Dio perché non mi avesse dato una mamma pura come pensavo di avere, e alla fine cosa è successo? Mi sono accorta che in realtà Dio me l’aveva data eccome una mamma, anzi La Mamma, purissima, buonissima e perfetta e che questa Mamma era la sua stessa Mamma! Io so che se sentiamo Maria come Madre e Dio come Padre allora non dobbiamo temere niente, e infatti io mi sto impegnando ogni giorno di più a considerarLi tali.

Sei il primo ad approvare il mio stile di vita. La maggioranza delle persone (tra cui i miei parenti più stretti) mi dicono che dovrei uscire, adattarmi agli altri e ai loro discorsi, cercare di parlare di più con i miei compagni. Io invece mi sento davvero bene e in pace solo quando non faccio tutto ciò, perché so che queste cose mi allontanerebbero da Dio, e questa è l’ultima cosa che voglio. Loro pensano che mi sento sola, ma non è così: come potrei sentirmi sola se ho sempre la compagnia della Madonna e di Gesù? Credo che quelle persone piene di amicizie frivole e che si adeguano a questa società siano veramente sole, e felici solo in apparenza.

Fin da quando ero alle medie ho sempre provato una sorta di serenità al pensiero di rimanere vergine e tuttora sono spinta a mantenere questa purezza. Al contrario delle mie compagne di classe che aspettano solo l’occasione di perdere la loro verginità (quelle che ancora non l’hanno persa) io ho il fermo desiderio di rimanere vergine il più a lungo possibile, e anche per sempre se Dio lo vorrà. Amo la purezza al punto che pochi giorni fa sono scoppiata a piangere quando ho sentito un ragazzo dire di essere felice di essere schiavo della lussuria, quasi screditando la Chiesa che definisce la lussuria uno dei peccati gravi, perché so bene che i lussuriosi, se non si pentono, si dannano finendo col decretare da sé la loro fine. E purtroppo conosco molta gente schiava della lussuria e non sai come vorrei che abbandonassero questo vizio.

[…] Grazie per il tuo augurio, se Gesù vorrà io sarò ben felice di divenire sua sposa. Tutto ciò che voglio è fare la volontà di Dio.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono contento che sei “allergica” alle discoteche e a tutti i ritrovi mondani. Spero con tutto il cuore che tu possa perseverare su questa strada! La mentalità del mondo è opposta a quella del Vangelo, e noi dobbiamo impegnarci solo a piacere a Gesù buono, mentre le critiche che riceviamo dai mondani non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. A che vale ricevere la stima e l'approvazione dei seguaci del mondo, se poi si perde l'anima? Solo Dio può rendere felici i nostri cuori.

Io non conosco gli arcani disegni del Redentore Divino su di te, ma spero sinceramente che voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa. Nel mondo ci sono tante tentazioni, distrazioni e dissipazioni che rischiano di soffocare la vita spirituale nelle anime. Invece in un convento fervoroso e osservante è più facile dedicarsi alla vita devota e ad amare Dio con tutto il cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter