Ti piacerebbe vivere in un luogo di pace in cui poter condurre uno stile di vita raccolto e devoto, vivendo più unita a Dio? Leggi questo articolo, cliccando qui.
Trascorrere le vacanze in un monastero

I monasteri sono delle oasi di pace nelle quali è molto facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio nella meditazione e nella preghiera. Infatti molte persone decidono di trascorrere un periodo di vacanza in un monastero per poter ritemprare la propria anima. Purtroppo, non tutti i monasteri possono accogliere persone desiderose di fare un ritiro spirituale. Coloro che desiderano trascorrere alcuni giorni in un monastero possono scrivermi per richiedermi gli indirizzi delle comunità monastiche che ospitano donne (sia nubili che sposate) per ritiri spirituali. Per agevolarmi nel rispondere alle vostre numerose e-mail vi chiedo gentilmente di segnalarmi se cercate monasteri nel nord oppure nel sud Italia.  Ecco il mio indirizzo:  cordialiter@gmail.com






Elenco blog personale

lunedì 13 luglio 2015

Campo vocazionale in un Carmelo

Le donne in discernimento vocazionale attratte dalla spiritualità carmelitana possono valutare la seguente proposta.  

Presso il Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano sono organizzati dei week-end  e delle settimane estive che vanno da luglio a settembre pensati appositamente per giovani dai 18 ai 35 anni.

Si tratta di brevi percorsi di alcuni giorni che prevedono momenti di preghiera, formazione, lavoro nel frutteto e nell’orto.

Si svolgono nei pressi dell'area adiacente al giardino del Monastero, in prefabbricati di legno autonomi dove si può sperimentare uno stile di vita sobrio, a contatto con la natura, essenziale.

Si tratta di giornate in cui è possibile

–  vivere  un clima di reale silenzio e solitudine,

-partecipare alla liturgia delle monache carmelitane tramite il Santuario,

-cercare motivazioni alla fede

-sperimentare un contatto con la realtà partendo dall'habitat circostante.

Per prenotare contattare il Monastero scrivendo all'indirizzo: carmelitane@gmail.com






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mercoledì 1 luglio 2015

Pensieri che edificano l'anima

Ripubblico l'e-mail di una lettrice attratta dall'adorazione eucaristica.

Carissimo Cordialiter,
                                    più passa il tempo e più mi sento come un pesce fuor d'acqua. Al lavoro, in famiglia, con gli amici, sento che ho ben poco da condividere con gli altri; non ho interesse a parlare di gossip, di cosa fanno o non fanno gli altri, di attualità o di politica... il mio unico interesse è Gesù.

Ho provato a parlare della mia fede, dell'importanza della preghiera e dell'affidamento in Dio, ma ho ricevuto solo incomprensione e derisione. Per molta gente che ho incontrato, avere fede e desiderare di passare il proprio tempo in contemplazione o in adorazione davanti a Gesù, significa perdere tempo, per cui sono stata etichettata come vagabonda e "girandolona". In realtà quando esco dal lavoro sento solo il desiderio di stare con Gesù, e il tempo mi sembra sempre così poco...

Se le persone capissero che per risolvere le liti, per unire le famiglie, per aiutare i propri figli, non servono tante parole o oggetti da comprare, ma solo preghiera, sacrifici e affidamento in Dio, quanto saremmo più felici!

Non vedo l'ora di trovare un buon monastero e chiedo giornalmente la luce per capire qual'è la Sua volontà, ma anche la forza e il coraggio per metterla in pratica. Aspetto tue notizie per i due monasteri di [...] ma anche per sapere [...].

Grazie,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   penso che sia normale per un cristiano sentirsi “come un pesce fuor d'acqua” in questa società in cui regna il materialismo idolatrico. La mentalità del mondo è contraria al Vangelo. Presumo che il tuo stato d'animo sia condiviso da tutti (o quasi tutti) i lettori del blog. Non si possono fare compromessi, bisogna scegliere di stare o con Cristo o contro di Cristo.

I mondani non comprendono i discorsi spirituali, poiché per loro lo scopo della vita è di ammassare ricchezze, avere successo, divertirsi sfrenatamente, banchettare, ballare, ridere e scherzare. Insomma, pensano a tutto fuorché ad amare Dio e a salvare l'anima. Ecco quel che diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori nelle celebri “Massime eterne”: “Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, e a salvar l'anima non ci si pensa, e il fine eterno si tiene per bagattella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e suonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno!”

Per incoraggiarti, ti riporto altri bellissimi pensieri di Sant'Alfonso:

*L'amore non sa stare ozioso. Chi ama Dio, non sa vivere senza dargli continuamente segni del suo affetto.

*Oh beati noi se questi quattro giorni di vita li spendiamo per Dio!

*S'inculchi ancora più volte amore a Dio. Chi non piglia amore a Dio, ma si astiene dal peccare solo per timore dell'inferno, sta in molto pericolo di tornare a cadere, quando cessa quella viva apprensione di timore. Ma chi giunge ad innamorarsi di Gesù Cristo, difficilmente cadrà ancora in peccato mortale. Ed a ciò molto giova il pensare alla Passione di Gesù Cristo.

*Solo l'amare Dio e salvarsi l'anima è necessario.

*Io amo Gesù Cristo e perciò ardo dal desiderio di dargli delle anime: ma prima la mia e poi un incalcolabile numero di altre.

*Si dà un gran gusto a Gesù Cristo certamente, con pensare ai suoi dolori e disprezzi patiti per noi. E chi pensa spesso ai suoi dolori ed alla sua Passione, mi pare impossibile che non s'innamori di Gesù Cristo.

*Fratelli miei: in questa vita che ci resta, o poca o molta, il che non lo sappiamo [...] facciamoci santi ed amiamo Gesù Cristo assai, perché se lo merita.

*Amiamo dunque assai Gesù Cristo, in cui troviamo il nostro Salvatore, il nostro Dio, la nostra pace ed ogni nostro bene. Ti prego perciò a dare ogni giorno un'occhiata alla sua Passione, mentre in essa troverai tutti i motivi di sperare la vita eterna e di amare Iddio, dove consiste tutta la nostra salute. Tutti i santi sono stati innamorati di Gesù Cristo e della sua Passione, e per questo unico mezzo si son fatti santi.

Spero tanto che tu possa abbandonare il mondo traditore ed entrare in un buon monastero nel quale potrai finalmente dedicarti totalmente alla vita devota che tanto desideri.

Cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

giovedì 25 giugno 2015

Desiderare la solitudine

Tutte le anime che amano Dio amano la solitudine, poiché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14).

La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che egli aveva imparato molte più cose religiose nella solitudine dei boschi, che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo, hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorno saranno elevate a vedere la gloria del Signore e la sua infinita bellezza.

È certo che per mantenere l'anima unita con Dio bisogna conservar nella mente le idee di Dio e dei beni immensi che Egli prepara a chi lo ama. Ma quando noi abbiamo contatti col mondo, esso ci presenta le cose terrene, le quali cancellano le idee spirituali e ci privano dei sentimenti di pietà.

I mondani fuggono la solitudine perché nella solitudine si fan sentire i rimorsi delle loro coscienze, perciò costoro vanno cercando conversazioni e distrazioni di mondo. Al contrario, le anime che vivono con pace di coscienza, non possono non amare la solitudine; e quando si trovano tra il baccano del mondo, si sentono come pesci fuor d'acqua. È vero che l'uomo ama la compagnia; ma qual più bella compagnia che quella di Dio! Non apporta né amarezza né tedio l'allontanarci dalle creature per conversare intimamente col nostro Creatore.

Non è vero che la vita solitaria è vita malinconica; ella invece è un assaggio e principio della vita dei beati che godono un gaudio immenso nell'occuparsi solamente di amare e lodare il loro bel Dio. I santi allorché vivono in solitudine sembrano soli, ma in realtà non stanno soli, stanno con Dio. Sembrano mesti, ma non sono mesti; il mondo, vedendoli lontani dai divertimenti terreni li giudica miseri e sconsolati, ma non è così; essi in realtà godono un'immensa e continua pace. Il Signore ben sa consolare un'anima che conduce una vita ritirata. Ella è sempre piena di gioia e d'allegrezza, e innalza ringraziamenti e lodi alla divina bontà.

lunedì 22 giugno 2015

Amore per Dio

Tempo fa una ragazza emiliana mi ha confidato di sentirsi innamorata...

Caro D., in questi giorni più che mai, mi sento innamorata del nostro Gesù!

Spesso ho pensato di scriverti, perchè è davvero edificante leggerti ogni mattina, dopo la preghiera, quasi a conclusione della preghiera stessa, prima di cominciare la giornata.

[...] se puoi, ricordati di me nelle tue preghiere.

grazie ancora!

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                   mi ha fatto molto piacere sapere che sei ancora innamoratissima di Gesù buono. In questi mesi in cui non ho ricevuto più tue notizie ho temuto che il tuo pellegrinaggio in Francia fosse andato male e che non avessi più il desiderio di donarti a Dio. Volevo scriverti per sapere se andava tutto bene, ma non l'ho fatto per non essere invadente. Sono contento che frequenti ogni giorno questo blog sulla vocazione religiosa. In effetti mi sforzo di pubblicare quotidianamente almeno un post, proprio per aiutare i lettori a riflettere ogni giorno sulla vocazione. Il nemico del genere umano vorrebbe che pensiate ad altro (beni materiali, divertimenti, successo e vanità varie) e che vi dimentichiate della vita religiosa. Bisogna contrastare questa pericolosa tentazione!

Ti confesso che mi dispiacerebbe un po' se venissi a sapere che hai donato il tuo cuore a qualche uomo della terra. Sì, la mia speranza è che tu possa essere catturata presto da Gesù buono in qualche buon monastero.

Sarebbe bello se potessi partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola per poter comprendere meglio quel che il Signore desidera da te. Inoltre, pur sapendo che sei impegnata con gli esami universitari, spero che tu riesca a trovare una settimana di tempo per andare in un monastero per fare un'esperienza vocazionale, cioè fare esperienza di vita religiosa insieme alle suore, così potrai vedere se sei portata per questo genere di vita. Lo spero per il tuo bene! In un monastero fervoroso e osservante, non solo ti sarà facile salvarti l'anima, ma ti sarà facile anche vivere il Vangelo in maniera più profonda, senza avere le preoccupazioni materiali della vita nel mondo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Corde Regis,

Cordialiter

venerdì 19 giugno 2015

Non scoraggiarsi

Una lettrice del blog sta soffrendo molto a causa dei peccati commessi in passato, ma Gesù è pronto a riabbracciarla...

Caro Cordialiter,
                            è da diversi mesi che leggo il tuo blog e finalmente ho preso coraggio e ho deciso di scrivere una e-mail.

Sono una ragazza di 18 anni e, nonostante la mia giovane età, ho commesso molti errori e peccati di cui adesso mi pento molto. Circa tre anni fa mi allontanai da Dio e la Fede mi abbandonò, da allora la mia vita fu fatta esclusivamente di cose materiali che mi portarono e mi portano tuttora molta sofferenza. Ho provato a riavvicinarmi a Gesù e a ritrovare la Fede, ma non ci riesco, non mi sento più "pura" e non trovo il modo -se esiste- per tornare ad esserlo. Soffro molto per questo motivo e non so più cosa fare. Ho provato a parlarne con un sacerdote, ad avvicinarmi di nuovo alla Chiesa, prego ogni sera affinchè io ritrovi la Fede, ma è tutto così difficile. Cosa posso fare?

Grazie dell'attenzione.
(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio di avermi scritto, spero tanto di poter esserti di qualche aiuto.

Leggendo le vite dei santi ci si accorge che alcuni furono buoni sin da bambini, altri invece in gioventù furono dei gran peccatori, ma in seguito si convertirono e praticarono in maniera eroica le virtù cristiane. Santa Maria Maddalena era una prostituta, ma quando incontrò Gesù si convertì, abbandonò il peccato e visse nella purezza il resto della sua vita. Anche Santa Maria Egiziaca era stata in gioventù una donna molto scandalosa a causa dei peccati riguardanti la sessualità, ma dopo essere stata convertita dalla Madonna, diventò eremita e visse santamente sino alla morte.

Santa Margherita da Cortona da giovane convisse con un uomo senza essere sposata con lui, ed ebbe persino un figlio. Un giorno il suo "fidanzato" (sarebbe più corretto chiamarlo "concubino") morì, e lei venne cacciata di casa dai parenti del defunto. Capì che la vita peccaminosa che aveva condotto insieme a quell'uomo era una grave offesa al Signore, si pentì e visse da vera cristiana sino alla morte.

Carissima in Cristo, anche se in passato hai commesso dei peccati, se vuoi puoi anche tu vivere nella purezza il resto della tua vita. Tu mi hai detto di essere pentita dei peccati fatti, quindi adesso è sufficiente confessarli ad un sacerdote, e con l'assoluzione sacramentale le tue colpe verranno incenerite dall'infinito amore misericordioso di Dio, e finalmente ti sentirai l'anima pura, come se ti avessero tolto un sasso dallo stomaco.

Il diavolo sta cercando di farti cadere nello scoraggiamento per indurti ad allontanarti definitivamente da Gesù buono. Non ascoltare gli inganni del demonio!

Che fare? Tuffati tra le braccia del Signore, il quale è il più amorevole dei padri e la sua misericordia è infinita. Digli che sei pentita del male fatto e che non vuoi offenderlo mai più col peccato, costi quel che costi. Poi vai a confessarti e finalmente troverai la pace nel cuore. Coraggio, non avere paura, ricordati che Dio è amore, fidati di Lui. Chiedi alla Madonna di aiutarti, Ella è nostra madre ed è sempre pronta a venire in nostro soccorso. Per questo motivo la Chiesa le ha dato il titolo di "Rifugio dei peccatori".

Ti auguro ogni bene spirituale, e rimango a tua disposizione per continuare ad incoraggiarti nel cammino di conversione.

In Cristo Re e in Maria Regina,

Cordialiter

domenica 10 maggio 2015

Parlare con Dio

Tempo fa una ragazza mi confidò di dialogare con Gesù e Maria. Ripubblico la risposta che le diedi.

Carissima in Cristo,
                               mi è piaciuto molto leggere la descrizione fatta con semplicità e schiettezza del modo colloquiale con cui dialoghi con Dio. Ciò che fai non è una cosa da matti, anzi! Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un opuscolo intitolato “Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio”, nel quale spiega che trattare con Dio con gran confidenza e familiarità non è affatto un mancare di rispetto alla sua maestà infinita. Secondo questo grande Dottore della Chiesa bisogna rivolgersi al Signore con l'amore più tenero e confidente che sia possibile, poiché Egli gioisce quando una sua creatura si rivolge a Lui con quella confidenza, libertà e tenerezza con cui i bimbi si rivolgono alle loro mamme.

Dunque continua pure a dialogare “da cuore a cuore” con Gesù e Maria, e intanto frammezza i tuoi dialoghi con brevi e intese frasi d'amore che saranno come frecce infuocate che vi lancerete reciprocamente. In questo modo ti infiammerai d'amore per il Redentore, mentre Lui già arde d'amore per te fin dall'eternità. Il mondo non esisteva, tu non esistevi, ma Egli già ti amava ardentemente come se tu fossi l'unica persona che avrebbe creato. Quindi ognuno di noi può e deve dire di Gesù (soprattutto quando si riceve devotamente l'Eucaristia), quel che diceva la sposa del Cantico dei Cantici: Dilectus meus mihi et ego illi (Cant. II, 16), il mio amato Dio s'è dato tutto a me ed io tutto a Lui mi dono.

Spero che anche altri lettori del blog possano imitare il tuo modo di pregare, prendendo l'abitudine di parlare a Dio da cuore a cuore, familiarmente e con confidenza ed amore come ad un amico, il più amorevole di tutti.

Alcuni domanderanno: ma di quali temi possiamo trattare con Dio? Raccontategli dei vostri affari, dei vostri progetti, delle vostre pene, dei vostri timori e di tutto quello che vi riguarda. Come ho già detto, fatelo con confidenza e col cuore “aperto”, cioè senza soggezione. Potete parlare con Dio ovunque vi troviate, poiché Egli è onnipresente. Dunque, non dimenticatevi mai della sua dolce presenza, come purtroppo fa la maggior parte degli uomini. Parlategli quanto più spesso potete; se voi lo amate, non vi mancheranno cose da dirgli. Il nostro Dio si compiace di abbassarsi a trattare con noi, e gode che noi gli comunichiamo le nostre occupazioni più semplici. Egli ci ama tanto ed ha tanta cura di ciascuno di noi. Dobbiamo avere la confidenza di raccomandargli non solamente le nostre necessità, ma anche quelle degli altri. Piacerà tanto al nostro Dio, che noi, dimenticando alle volte i nostri interessi, gli parliamo dei vantaggi della sua gloria, delle sofferenze altrui, specialmente degli ammalati e dei poveri, delle anime del purgatorio che sospirano la sua visione beatifica, e degli scellerati peccatori che vivono privi della sua grazia.

Se vogliamo compiacere il Cuore amante del nostro Dio, dobbiamo cercare quanto più spesso possiamo di parlare con Lui continuamente e con tutta la confidenza possibile, e Lui non sdegnerà di risponderci. Non si farà sentire con voci sensibili alle orecchie, ma con voci bene intelligibili al nostro cuore, allorché ci staccheremo dalla conversazione delle creature per trattenerci a parlare da solo a solo col nostro Dio. Egli ci parlerà con quelle ispirazioni, con quei lumi interni, con quei tocchi soavi al cuore, con quei segni di perdono, con quei saggi di pace, con quella speranza del paradiso, con quei giubili interni, con quelle dolcezze della sua grazia, con quegli abbracci e strette amorose; insomma ci parlerà con quelle voci d'amore che ben l'intendono le anime che egli ama e che non cercano altro che Dio. Su questa terra la Santissima Trinità sia l'unica nostra felicità, l'unico oggetto dei nostri affetti, l'unico fine di tutte le nostre azioni e desideri, fintanto che giungeremo nella Patria Celeste, dove finalmente potremo contemplare da faccia a faccia Colui che abbiamo tanto desiderato d'amare durante il pellegrinaggio terreno.

sabato 9 maggio 2015

Come trasformare le nostre azioni in preghiera

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).


Essendo la preghiera così efficace mezzo di perfezione, dobbiamo pregare spesso e con insistenza [...]. Ma come mai si può continuamente pregare e attendere nello stesso tempo ai doveri del proprio stato? Non è cosa impossibile? Vedremo che non c'è difficoltà quando si sappia ben ordinare la vita. Per riuscirvi bisogna: 1° praticare un certo numero di esercizi spirituali secondo i doveri del proprio stato; 2° trasformare in preghiera le azioni comuni.

1° Gli esercizi di pietà. Ad alimentare la vita di preghiera bisogna innanzitutto fare alcuni esercizi spirituali il cui numero e la cui lunghezza variano secondo i doveri del proprio stato. Qui parleremo degli esercizi che convengono ai sacerdoti e ai religiosi, lasciando ai direttori la cura d'adattare questo programma ai semplici fedeli.

Tre categorie d'esercizi formano l'anima sacerdotale alla preghiera: la meditazione del mattino, con la santa messa, ci propone l'ideale a cui mirare e ci aiuta a conseguirlo; l'ufficio divino, le pie letture e le divozioni essenziali conservano l'anima nell'abitudine della preghiera; gli esami della sera ci faranno rilevare e riparare i nostri difetti.

A) Gli esercizi del mattino sono qualchecosa di sacro di cui non si può far senza quando si è sacerdoti o religiosi, senza rinunziare al pensiero della propria perfezione. a) Prima di tutto la meditazione, affettuosa conversazione con Dio per richiamare l'ideale che dobbiamo tenere continuamente dinanzi agli occhi e a cui dobbiamo vigorosamente tendere. [...] Dobbiamo quindi metterci alla presenza di Dio, fonte e modello di ogni perfezione, e per venire più al pratico, alla presenza di N. S. Gesù Cristo, che attuò sulla terra questa ideale perfezione e ci meritò la grazia d'imitare le sue virtù. Presentatigli i nostri ossequi, lo attiriamo in noi, entrando nei suoi pensieri con profonde convinzioni sulla virtù speciale che vogliamo praticare e con ardenti preghiere che ci ottengono la grazia di praticar cotesta virtù; e umilmente ma vigorosamente cooperiamo a questa grazia prendendo una generosa risoluzione sulla detta virtù che ci studieremo di mettere in pratica nel corso della giornata. b) La santa messa ci conferma in questa disposizione mettendoci avanti agli occhi, nelle mani, a nostra disposizione, la vittima santa che dobbiamo imitare; e la comunione ce ne fa passar nell'anima i pensieri, i sentimenti, le interne disposizioni, le grazie, il divino spirito che resterà in noi per tutto il giorno. Siamo così pronti per l'azione, quell'azione che, avviata dal suo influsso, non sarà che una continua preghiera.

B) Ma perchè ciò avvenga, occorrono ogni tanto esercizi che rinnovino e stimolino l'unione con Dio. a) Sarà prima di tutto la recita del divino ufficio, che S. Benedetto ottimamente chiama opus divinum, in cui, in unione col grande Religioso del Padre, glorificheremo Dio e gli chiederemo grazie per noi e per tutta la Chiesa; quindi la s. messa, il più importante atto di tutta la giornata. b) Verranno poi le pie letture, letture della S. Scrittura, letture di opere e di vite di Santi, che ci porranno di nuovo in intima relazione con Dio e coi suoi Santi. c) E finalmente le divozioni essenziali che devono alimentar la nostra pietà, vale a dire la visita al SS. Sacramento, che non è in sostanza che un secreto colloquio con Gesù; e la recita del rosario, che ci fa conversare con Maria e riandarne in cuore i misteri e le virtù.

C) Giunta la sera, l'esame generale e particolare, che sarà come una specie di umile e sincera confessione al Sommo Sacerdote, ci mostrerà in che modo abbiamo nella giornata messo in pratica l'ideale concepito al mattino. Vi sarà sempre, purtroppo, una certa diversità tra le nostre risoluzioni e la loro attuazione; ma senza disanimarci, ci rimetteremo coraggiosamente all'opera; e poi in santa confidenza ed abbandono prenderemo un poco di riposo per lavorar meglio il domani.

La confessione settimanale o al più tardi quindicinale, e il ritiro mensile, facendoci dare uno sguardo complessivo a più ampia parte della vita, perfezioneranno questo esame di noi stessi e ci porgeranno occasione di spirituale rinnovamento.

2° Tal è il complesso di esercizi spirituali che non ci lasceranno perdere di vista per notevole tempo la presenza di Dio. Ma che si dovrà fare per colmare il vuoto tra questi vari esercizi e trasformare in preghiera tutte le nostre azioni? S. Agostino e S. Tommaso ci insegnano come scioglere la questione. Il primo ci dice di far della vita, delle azioni, dei negozi, dei pasti, dello stesso sonno, un inno di lode alla gloria di Dio [...] Il secondo poi compendia così il pensiero del primo: "Tamdiu homo orat, quamdiu totam vitam suam in Deum ordinat".

La carità è quella che dirige tutta la nostra vita a Dio. Il mezzo pratico per far così tutte le azioni è di offrirle, prima di cominciarle, alla SS. Trinità, in unione con Gesù che vive in noi e secondo le sue intenzioni.

Quanto importi il far le nostre azioni in unione con Gesù è assai bene spiegato dall'Olier, che prima mostra in che modo Gesù è in noi per santificarci: "Non solo abita in noi come Verbo con la sua immensità... ma abita pure in noi come Cristo, con la sua grazia, per renderci partecipi della sua unzione e della divina sua vita... Gesù Cristo è in noi per santificarci, santificar noi e le opere nostre, per riempire di sè tutte le nostre facoltà: vuol essere la luce della nostra mente, l'amore e il fervore del nostro cuore, la forza e la virtù di tutte le nostre facoltà, affinchè in lui possiamo conoscere, amare e adempire i voleri di Dio suo Padre, sia per lavorare a suo onore, sia per soffrire e tollerare ogni cosa a sua gloria". Spiega quindi come le azioni che facciamo da noi e per noi siano difettose: "Le nostre intenzioni e i nostri pensieri tendono al peccato per la corruzione della nostra natura; e se noi ci lasciamo andare ad operar da noi stessi e a seguir le nostre inclinazioni, opereremo in peccato". Onde la conclusione è che bisogna rinunziare alle proprie intenzioni per unirsi a quelle di Gesù: "Vedete quindi quanta cura si deve avere, al principio delle azioni, di rinunziare a tutti i sentimenti, a tutti i desideri, a tutti i pensieri propri, a tutte le proprie volontà, per entrare, secondo S. Paolo, nei sentimenti e nelle intenzioni di Gesù Cristo [...].

Quando le azioni sono lunghe, è utile rinnovar questa offerta con un affettuoso sguardo al crocifisso, e, meglio ancora, a Gesù che vive in noi; e lasciare che l'anima si sfoghi in frequenti giaculatorie che ci inalzeranno il cuore a Dio.

Così anche le più comuni nostre azioni saranno preghiera e ascensione dell'anima a Dio, e noi attueremo il desiderio di Gesù: "oportet semper orare et non deficere".

Ecco dunque i quattro mezzi interni di perfezione, che tendono tutti a glorificar Dio e insieme a perfezionarci l'anima. Il desiderio della perfezione è infatti un primo slancio verso Dio, un primo passo verso la santità; la conoscenza di Dio, è Dio che viene attirato in noi e che ci aiuta a darci a lui per via di amore; la conoscenza di noi stessi ci mostra meglio il bisogno che abbiamo di Dio e stimola il desiderio di riceverlo per colmare il vuoto che è in noi; la conformità alla divina volontà ci trasforma in lui; la preghiera ci innalza a lui e trae nello stesso tempo in noi le sue perfezioni, facendovici partecipare per renderci più simili a lui; tutto quindi ci porta a Dio perchè tutto viene da lui.



[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

lunedì 27 aprile 2015

Una ragazza piena di gioia

Ogni tanto mi scrive una studentessa universitaria emiliana. Più passa il tempo, e più arde dal desiderio di "vivere per amore", cioè di vivere per amare Dio e il prossimo.

Caro D.,
               è ormai passato molto tempo dall'ultima volta che ci siamo sentiti, anche se, in un certo senso, tutti i giorni ti sento. Continuo a leggere i tuoi blog, grazie per quello che fai, grazie per il tempo e le energie che dedichi a tutto ciò.

Vorrei raccontarti un po' della mia gioia! Gioia perchè il Signore è stato tanto misericordioso con me e, nonostante il mio peccato, mi ha donato tanto amore! È bello sentirsi beati, felici, fortunati di poter gustare ogni giorno la presenza di Dio. È bello riuscire dopo tanto a fidarsi di Lui, ciecamente, e in totale abbandono. Purtroppo non è quello che vedo attorno a me, ma ho deciso che non mi farò prendere dallo sconforto! È proprio per questo che bisogna gioire, per testimoniare quanto è bello tutto ciò! Bisogna vivere bene il tempo che ci è dato, non perdendo di vista Dio, compiendo bene le nostre opere nel tempo!

....e amando!!! quanto è bello amare senza pregiudizi, senza obiettivi... vivere per amore, vivere d'amore... è così bello vivere d'amore gratuito, mio verso gli altri, di Dio nei miei confronti! Alla fine non resta che ringraziare, di cuore, con gioia, perché da quando c'è tutto questo, da quando c'è questa fiducia la mia vita scorre più agevole, nonostante rimangano tutte le preoccupazioni che il tempo comporta.

Ora non si tratta più di voler cambiare il mondo, ora si tratta di fare quello che è alla mia portata, facendo il bene che sono chiamata a fare. Ho voglia di vivere con gioia, cogliendo l'esortazione di Paolo a essere lieta (Fil 4, 4-7), aprendo così la mia vita a Dio.

In Gesù
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  sono molto contento di sentirti piena di gioia; ciò è un buon segno. Infatti la gioia e la sana allegria sono considerati dei buoni segni vocazionali. Al contrario, se una persona è triste e malinconica, difficilmente viene accettata in un ordine religioso.

Mi è piaciuta tanto la tua lettera, sono felicissimo di sapere che ardi dal desiderio di “vivere per amore”. Un Giorno saremo giudicati sull'amore. Il mondo non conosce il vero amore perché non conosce Dio. Infatti l'amore per essere vero deve essere radicato nel Signore, deve nascere da Lui. Se uno dice di amare, ma non rispetta la Legge di Dio, il suo amore è falso. Basti pensare a coloro che commettono adulterio.

Coraggio, continua a “vivere per amore”, amando Dio con tutto il cuore e sopra ogni cosa, e il prossimo come te stessa. Ubi cáritas et amor, Deus ibi est. Congregávit nos in unum Christi amor. Exsultémus, et in ipso jucundémur. Timeámus, et amémus Deum vivum. Et ex corde diligámus nos sincéro. (Dove ci sono la carità e l'amore, lì c'è Dio. L'amore di Cristo ci ha riuniti insieme. Esultiamo e in Lui rallegriamoci. Temiamo e amiamo il Dio vivente. E amiamoci con cuore sincero).

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Corde Regis,

Cordialiter

domenica 19 aprile 2015

Amare Dio con tutto il cuore

Una mia amica ogni tanto ha il problema di sentirsi triste, ma bisogna allontanare la tristezza...

Caro D., come stai?
                                 Volevo ancora una volta ringraziarti per il tuo bellissimo blog: [...] cercherò quantomeno di diffondere il tuo blog il più possibile tra le mie conoscenze, infatti non ti nascondo che tante volte ricevo maggior aiuto spirituale dalla lettura dei tuoi articoli che da persone di chiesa o sacerdoti. Non puoi immaginare quanto aiuto io riceva dal leggere le tue pagine e i tuoi consigli, nonché le preziose citazioni dei santi. Con questa fiducia mi rivolgo a te per una questione. Mi è successa una cosa strana pochi giorni fa. Ho trascorso alcuni giorni di riposo al mare in cui però non ho dedicato molto tempo alla preghiera anzi purtroppo devo dire che ho anche offeso il Signore con dei peccati […].

Grazie e scusami sempre per il disturbo!
Un caro saluto
(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                      per me non è un disturbo aiutare le anime redente dal Sangue di Cristo, pertanto rispondo volentieri alla tua lettera.

Innanzitutto devo dirti che il nemico del genere umano cerca di infondere scoraggiamento e tristezza nelle anime per demoralizzarle e sconfiggerle facilmente nel combattimento spirituale poiché quando si è tristi non si ha voglia di combattere e si è più arrendevoli difronte alle tentazioni. Dunque, se in futuro commetterai qualche peccato, non dovrai farti intrappolare dalla malinconia e dalla tristezza. Ti chiederai come può essere possibile non essere tristi nonostante la consapevolezza di aver offeso Dio. In effetti il peccato è una cosa triste perché con esso si è dato un dispiacere ad un Essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Però noi sappiamo che Dio è infinitamente misericordioso e che Gesù buono è morto in croce proprio per espiare al posto nostro la pena meritata dai nostri peccati. Quindi quando ci accorgiamo di aver peccato, invece di demoralizzarci dobbiamo subito chiedere scusa al Signore, riconoscendo di essere dei poveri peccatori e pentendoci di essere stati degli ingrati ripagando con una offesa Colui che per nostro amore volle immolarsi per la nostra redenzione. Diciamogli con contrizione che lo amiamo con tutto il cuore e che preferiamo morire anziché offenderlo nuovamente, e in questo modo otterremo subito il perdono; poi quando potremo confessarci, quel peccato verrà definitivamente incenerito dall'amore misericordioso di Dio. Ricordiamoci sempre che mentre la tristezza ci induce a commettere altri peccati, un atto ci carità perfetta invece ci restituisce subito la pace e la serenità. Insegna San Tommaso d'Aquino che la carità perfetta verso Dio non può essere presente in un'anima in peccato mortale, pertanto se una persona fa un atto di carità perfetta verso Dio, implicitamente è anche contrita del male fatto, e così nel suo cuore non può più albergare il peccato mortale che viene spazzato via dalla carità perfetta verso Dio.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lunedì 6 aprile 2015

Farsi una famiglia?

Una ragazza aveva idea di sposarsi e farsi una famiglia, ma un giorno è arrivata casualmente sul blog vocazionale...

Carissimo fratello,
                             è un piacere per me leggere la tua risposta, mi sono fidata e tu mi hai indirizzato col cuore. Stento a fidarmi delle persone, non perché sono indifferente, ma quando mi accorgo che la gente si ferma solo alla superficie, e non riesce perché non vuole andare oltre quell'involucro, che è il nostro corpo. Anche se non mi fido, prendo a cuore tutti, è importante sorridere a tutti, essere pazienti e capire il malessere che affligge, e l'unica spiegazione è che ci si allontana dal Signore, non si vuole ammettere che non abbiamo tesoro più prezioso, non ci si vuole piegare perché pensiamo che la vita sia nostra, che abbiamo diritto su ciò che ci circonda. L'uomo non ha possedimenti, non ha possessi, ha solo il privilegio di poter avere l'eternità e l'eterno Amore di Dio. E' triste condividere qualcosa con persone che non permettono al Signore di illuminare la propria vita, diventa tutto noioso e vuoto, così anche nella parola più bella del mondo, "Amore", riesci a percepire la distanza tra la persona che l'ha pronunciata e tutto il senso che è racchiuso in un così dolce suono. E tu che sei lì che osservi senti di voler cambiare quel vuoto che ti trasmettono, per dargli una vita.

Vorrei chiederti qualche chiarimento.

[…] Secondo te una guida che non sia saggia potrebbe velare gli occhi e far allontanare dalla vocazione? Dunque è questo che si intende per pericoloso?

Il mio desiderio è proprio di partecipare alla vita in un monastero di stretta osservanza, come quello delle [...]. Se il Signore vuole che io segua questa via, so che sarà quella, non mi sento trasportata in altre direzioni. Sono decisa su ciò che devo e ciò che non devo, su ciò che posso, e ciò che non posso. E osservando i vari monasteri, non ho avuto dubbi. Sai, sono sempre stata credente, e crescendo anche praticante, sento che la mia fede è forte, ma il tuo blog ha un po' stravolto i miei "piani". Passi tutta la vita a pensare di doverti sposare.

Le preghiere sono poesie, quella che mi hai inviato è una poesia, chi le scrive è un poeta del Signore, e anche chi le pronuncia col cuore è un poeta. Se una preghiera è suggerita dal Signore, diventa una poesia d'Amore. Grazie per avermela inviata.

Ti saluto con affetto
Il Signore dia sempre pace alla tua vita

(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                          sono davvero contento che stai riflettendo sullo stato di vita da eleggere. Se ho compreso bene, in passato pensavi che il tuo futuro sarebbe stato quello di madre di famiglia, mentre dopo aver visitato il mio blog hai cominciato a non escludere di abbracciare la vita religiosa. In effetti è molto importante capire e adempiere la volontà di Dio. Sai, in questi mesi ho ricevuto varie lettere di persone sposate (quasi tutte donne) che più o meno esplicitamente mi hanno fatto capire che se potessero tornare indietro abbraccerebbero la vita religiosa, o perlomeno rifletterebbero con più attenzione prima di sposarsi. Ma ormai quel che è fatto è fatto. Tu invece sei ancora in tempo per riflettere attentamente prima di eleggere lo stato di vita prescelto da Dio. Leggendo le tue lettere ho compreso che sei una persona che ha dei pensieri molto profondi, e quando parli d'amore ti riferisci a quello vero che nasce da Dio. Anche se tu decidessi di sposarti, non sarebbe facile trovare uno sposo che parli il tuo stesso “linguaggio” circa l'amore vero e sincero.

Insomma, se una ragazza desidera sposarsi, si sposi pure, ma almeno abbia la saggezza di trovarsi uno sposo davvero cristiano, altrimenti potrebbe pentirsene amaramente. Ma quanti sono i ragazzi disposti a vivere il fidanzamento in castità e il matrimonio senza contraccezione e nella fedeltà assoluta? Solo Iddio sa quanti sono, ma a me non sembra che siano tanti visti i discorsi schifosi che molti uomini fanno continuamente.

Secondo me le ragazze più fortunate sono quelle che sono diventate spose di Gesù Cristo, da Lui non possono temere alcun male poiché è per sua natura un Bene infinito e Amore eterno. Ti confesso che per te desidero il miglior Sposo che una donna possa avere, pertanto sto pregando il Signore di prenderti tutta per sé. Spero tanto che il tuo cuore diventi tutto suo. E se per caso tu non avessi la vocazione religiosa, Gesù buono può donartela, purché tu o qualche altro la richieda.

Adesso rispondo molto volentieri alle tue domande:

- Secondo te una guida che non sia saggia potrebbe velare gli occhi e far allontanare dalla vocazione?

- Purtroppo, sì. Sant'Alfonso Maria de Liguori si lamentava di certi preti che scoraggiavano sistematicamente i giovani dall'abbracciare la vita religiosa. Secondo lui questi preti hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale senza avere la vocazione o perlomeno senza sapere cosa sia la vocazione. Aggiungo inoltre che certe “pseudo guide spirituali” fanno più danni che bene, poiché non sono ben preparate a tale compito. Se un direttore è poco istruito, e inoltre vive in maniera rilassata e imperfetta, come potrà guidare un figlio spirituale sulla via della perfezione cristiana?

- Dunque è questo che si intende per pericoloso?

- Per pericoloso s'intende che può indurre il figlio spirituale a commettere degli errori più o meno gravi, e quindi a non fare davvero la volontà di Dio.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità, rimango a tua disposizione per rispondere ad altre domande o anche solo per dialogare su temi spirituali.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter