Ti piacerebbe vivere in un luogo di pace in cui poter condurre uno stile di vita raccolto e devoto, vivendo più unita a Dio? Leggi questo articolo, cliccando qui.
La Comunità delle Monache Carmelitane di Ostuni (Brindisi), accoglie in foresteria autogestita, ragazze che vogliono trascorrere un periodo di discernimento vocazionale per conoscere più da vicino la spiritualità carmelitana dando la possibilità di partecipare ai vari momenti di preghiera comunitaria ed eventualmente, lo desideri colloqui personali al parlatorio con la responsabile della formazione.

Si dà anche la possibilità a piccoli gruppi o famiglie, di trascorrere dei giorni per ritiro nella loro foresteria, sempre autogestita.

Per contattare le Carmelitane di Ostuni, scrivere al seguente indirizzo:  carmelitaneostuni@alice.it

Le donne del centro-nord Italia possono invece contattare le Visitandine, le quali seguono la spiritualità di San Francesco di Sales, che si basa sull'umiltà verso Dio e la dolcezza verso il prossimo. Per maggiori informazioni, visitare il seguente sito internet: http://monachevisitandine.blogspot.it/

Chi invece desidera indirizzi e-mail di altri monasteri in altre regioni d'Italia disposti ad accogliere per alcuni giorni donne in discernimento vocazionale (sia giovani, sia oltre i 35 anni), oppure donne che desiderano solo fare un semplice ritiro spirituale non a scopo vocazionale, possono scrivere all'autore del blog indicando la regione desiderata:   cordialiter@gmail.com




Elenco blog personale

lunedì 27 aprile 2015

Una ragazza piena di gioia

Ogni tanto mi scrive una studentessa universitaria emiliana. Più passa il tempo, e più arde dal desiderio di "vivere per amore", cioè di vivere per amare Dio e il prossimo.

Caro D.,
               è ormai passato molto tempo dall'ultima volta che ci siamo sentiti, anche se, in un certo senso, tutti i giorni ti sento. Continuo a leggere i tuoi blog, grazie per quello che fai, grazie per il tempo e le energie che dedichi a tutto ciò.

Vorrei raccontarti un po' della mia gioia! Gioia perchè il Signore è stato tanto misericordioso con me e, nonostante il mio peccato, mi ha donato tanto amore! È bello sentirsi beati, felici, fortunati di poter gustare ogni giorno la presenza di Dio. È bello riuscire dopo tanto a fidarsi di Lui, ciecamente, e in totale abbandono. Purtroppo non è quello che vedo attorno a me, ma ho deciso che non mi farò prendere dallo sconforto! È proprio per questo che bisogna gioire, per testimoniare quanto è bello tutto ciò! Bisogna vivere bene il tempo che ci è dato, non perdendo di vista Dio, compiendo bene le nostre opere nel tempo!

....e amando!!! quanto è bello amare senza pregiudizi, senza obiettivi... vivere per amore, vivere d'amore... è così bello vivere d'amore gratuito, mio verso gli altri, di Dio nei miei confronti! Alla fine non resta che ringraziare, di cuore, con gioia, perché da quando c'è tutto questo, da quando c'è questa fiducia la mia vita scorre più agevole, nonostante rimangano tutte le preoccupazioni che il tempo comporta.

Ora non si tratta più di voler cambiare il mondo, ora si tratta di fare quello che è alla mia portata, facendo il bene che sono chiamata a fare. Ho voglia di vivere con gioia, cogliendo l'esortazione di Paolo a essere lieta (Fil 4, 4-7), aprendo così la mia vita a Dio.

In Gesù
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  sono molto contento di sentirti piena di gioia; ciò è un buon segno. Infatti la gioia e la sana allegria sono considerati dei buoni segni vocazionali. Al contrario, se una persona è triste e malinconica, difficilmente viene accettata in un ordine religioso.

Mi è piaciuta tanto la tua lettera, sono felicissimo di sapere che ardi dal desiderio di “vivere per amore”. Un Giorno saremo giudicati sull'amore. Il mondo non conosce il vero amore perché non conosce Dio. Infatti l'amore per essere vero deve essere radicato nel Signore, deve nascere da Lui. Se uno dice di amare, ma non rispetta la Legge di Dio, il suo amore è falso. Basti pensare a coloro che commettono adulterio.

Coraggio, continua a “vivere per amore”, amando Dio con tutto il cuore e sopra ogni cosa, e il prossimo come te stessa. Ubi cáritas et amor, Deus ibi est. Congregávit nos in unum Christi amor. Exsultémus, et in ipso jucundémur. Timeámus, et amémus Deum vivum. Et ex corde diligámus nos sincéro. (Dove ci sono la carità e l'amore, lì c'è Dio. L'amore di Cristo ci ha riuniti insieme. Esultiamo e in Lui rallegriamoci. Temiamo e amiamo il Dio vivente. E amiamoci con cuore sincero).

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Corde Regis,

Cordialiter

domenica 19 aprile 2015

Amare Dio con tutto il cuore

Una mia amica ogni tanto ha il problema di sentirsi triste, ma bisogna allontanare la tristezza...

Caro D., come stai?
                                 Volevo ancora una volta ringraziarti per il tuo bellissimo blog: [...] cercherò quantomeno di diffondere il tuo blog il più possibile tra le mie conoscenze, infatti non ti nascondo che tante volte ricevo maggior aiuto spirituale dalla lettura dei tuoi articoli che da persone di chiesa o sacerdoti. Non puoi immaginare quanto aiuto io riceva dal leggere le tue pagine e i tuoi consigli, nonché le preziose citazioni dei santi. Con questa fiducia mi rivolgo a te per una questione. Mi è successa una cosa strana pochi giorni fa. Ho trascorso alcuni giorni di riposo al mare in cui però non ho dedicato molto tempo alla preghiera anzi purtroppo devo dire che ho anche offeso il Signore con dei peccati […].

Grazie e scusami sempre per il disturbo!
Un caro saluto
(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                      per me non è un disturbo aiutare le anime redente dal Sangue di Cristo, pertanto rispondo volentieri alla tua lettera.

Innanzitutto devo dirti che il nemico del genere umano cerca di infondere scoraggiamento e tristezza nelle anime per demoralizzarle e sconfiggerle facilmente nel combattimento spirituale poiché quando si è tristi non si ha voglia di combattere e si è più arrendevoli difronte alle tentazioni. Dunque, se in futuro commetterai qualche peccato, non dovrai farti intrappolare dalla malinconia e dalla tristezza. Ti chiederai come può essere possibile non essere tristi nonostante la consapevolezza di aver offeso Dio. In effetti il peccato è una cosa triste perché con esso si è dato un dispiacere ad un Essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Però noi sappiamo che Dio è infinitamente misericordioso e che Gesù buono è morto in croce proprio per espiare al posto nostro la pena meritata dai nostri peccati. Quindi quando ci accorgiamo di aver peccato, invece di demoralizzarci dobbiamo subito chiedere scusa al Signore, riconoscendo di essere dei poveri peccatori e pentendoci di essere stati degli ingrati ripagando con una offesa Colui che per nostro amore volle immolarsi per la nostra redenzione. Diciamogli con contrizione che lo amiamo con tutto il cuore e che preferiamo morire anziché offenderlo nuovamente, e in questo modo otterremo subito il perdono; poi quando potremo confessarci, quel peccato verrà definitivamente incenerito dall'amore misericordioso di Dio. Ricordiamoci sempre che mentre la tristezza ci induce a commettere altri peccati, un atto ci carità perfetta invece ci restituisce subito la pace e la serenità. Insegna San Tommaso d'Aquino che la carità perfetta verso Dio non può essere presente in un'anima in peccato mortale, pertanto se una persona fa un atto di carità perfetta verso Dio, implicitamente è anche contrita del male fatto, e così nel suo cuore non può più albergare il peccato mortale che viene spazzato via dalla carità perfetta verso Dio.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lunedì 6 aprile 2015

Farsi una famiglia?

Una ragazza aveva idea di sposarsi e farsi una famiglia, ma un giorno è arrivata casualmente sul blog vocazionale...

Carissimo fratello,
                             è un piacere per me leggere la tua risposta, mi sono fidata e tu mi hai indirizzato col cuore. Stento a fidarmi delle persone, non perché sono indifferente, ma quando mi accorgo che la gente si ferma solo alla superficie, e non riesce perché non vuole andare oltre quell'involucro, che è il nostro corpo. Anche se non mi fido, prendo a cuore tutti, è importante sorridere a tutti, essere pazienti e capire il malessere che affligge, e l'unica spiegazione è che ci si allontana dal Signore, non si vuole ammettere che non abbiamo tesoro più prezioso, non ci si vuole piegare perché pensiamo che la vita sia nostra, che abbiamo diritto su ciò che ci circonda. L'uomo non ha possedimenti, non ha possessi, ha solo il privilegio di poter avere l'eternità e l'eterno Amore di Dio. E' triste condividere qualcosa con persone che non permettono al Signore di illuminare la propria vita, diventa tutto noioso e vuoto, così anche nella parola più bella del mondo, "Amore", riesci a percepire la distanza tra la persona che l'ha pronunciata e tutto il senso che è racchiuso in un così dolce suono. E tu che sei lì che osservi senti di voler cambiare quel vuoto che ti trasmettono, per dargli una vita.

Vorrei chiederti qualche chiarimento.

[…] Secondo te una guida che non sia saggia potrebbe velare gli occhi e far allontanare dalla vocazione? Dunque è questo che si intende per pericoloso?

Il mio desiderio è proprio di partecipare alla vita in un monastero di stretta osservanza, come quello delle [...]. Se il Signore vuole che io segua questa via, so che sarà quella, non mi sento trasportata in altre direzioni. Sono decisa su ciò che devo e ciò che non devo, su ciò che posso, e ciò che non posso. E osservando i vari monasteri, non ho avuto dubbi. Sai, sono sempre stata credente, e crescendo anche praticante, sento che la mia fede è forte, ma il tuo blog ha un po' stravolto i miei "piani". Passi tutta la vita a pensare di doverti sposare.

Le preghiere sono poesie, quella che mi hai inviato è una poesia, chi le scrive è un poeta del Signore, e anche chi le pronuncia col cuore è un poeta. Se una preghiera è suggerita dal Signore, diventa una poesia d'Amore. Grazie per avermela inviata.

Ti saluto con affetto
Il Signore dia sempre pace alla tua vita

(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                          sono davvero contento che stai riflettendo sullo stato di vita da eleggere. Se ho compreso bene, in passato pensavi che il tuo futuro sarebbe stato quello di madre di famiglia, mentre dopo aver visitato il mio blog hai cominciato a non escludere di abbracciare la vita religiosa. In effetti è molto importante capire e adempiere la volontà di Dio. Sai, in questi mesi ho ricevuto varie lettere di persone sposate (quasi tutte donne) che più o meno esplicitamente mi hanno fatto capire che se potessero tornare indietro abbraccerebbero la vita religiosa, o perlomeno rifletterebbero con più attenzione prima di sposarsi. Ma ormai quel che è fatto è fatto. Tu invece sei ancora in tempo per riflettere attentamente prima di eleggere lo stato di vita prescelto da Dio. Leggendo le tue lettere ho compreso che sei una persona che ha dei pensieri molto profondi, e quando parli d'amore ti riferisci a quello vero che nasce da Dio. Anche se tu decidessi di sposarti, non sarebbe facile trovare uno sposo che parli il tuo stesso “linguaggio” circa l'amore vero e sincero.

Insomma, se una ragazza desidera sposarsi, si sposi pure, ma almeno abbia la saggezza di trovarsi uno sposo davvero cristiano, altrimenti potrebbe pentirsene amaramente. Ma quanti sono i ragazzi disposti a vivere il fidanzamento in castità e il matrimonio senza contraccezione e nella fedeltà assoluta? Solo Iddio sa quanti sono, ma a me non sembra che siano tanti visti i discorsi schifosi che molti uomini fanno continuamente.

Secondo me le ragazze più fortunate sono quelle che sono diventate spose di Gesù Cristo, da Lui non possono temere alcun male poiché è per sua natura un Bene infinito e Amore eterno. Ti confesso che per te desidero il miglior Sposo che una donna possa avere, pertanto sto pregando il Signore di prenderti tutta per sé. Spero tanto che il tuo cuore diventi tutto suo. E se per caso tu non avessi la vocazione religiosa, Gesù buono può donartela, purché tu o qualche altro la richieda.

Adesso rispondo molto volentieri alle tue domande:

- Secondo te una guida che non sia saggia potrebbe velare gli occhi e far allontanare dalla vocazione?

- Purtroppo, sì. Sant'Alfonso Maria de Liguori si lamentava di certi preti che scoraggiavano sistematicamente i giovani dall'abbracciare la vita religiosa. Secondo lui questi preti hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale senza avere la vocazione o perlomeno senza sapere cosa sia la vocazione. Aggiungo inoltre che certe “pseudo guide spirituali” fanno più danni che bene, poiché non sono ben preparate a tale compito. Se un direttore è poco istruito, e inoltre vive in maniera rilassata e imperfetta, come potrà guidare un figlio spirituale sulla via della perfezione cristiana?

- Dunque è questo che si intende per pericoloso?

- Per pericoloso s'intende che può indurre il figlio spirituale a commettere degli errori più o meno gravi, e quindi a non fare davvero la volontà di Dio.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità, rimango a tua disposizione per rispondere ad altre domande o anche solo per dialogare su temi spirituali.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

giovedì 2 aprile 2015

Genitori che ostacolano la figlia

Tempo fa una ragazza mi ha confidato che i suoi genitori sono contrari alla vocazione religiosa...

Carissimo D., sono tornata da un viaggio con il desiderio ancora più forte di donarmi al Signore. Ma ultimamente sono un po' triste perché i miei genitori che prima erano abbastanza contenti, oggi sono contrari alla mia scelta di vita. È triste sapere che proprio loro pensano che farsi suora significa fuggire dalle responsabilità del mondo. Io ho provato a spiegargli quello che sento dentro, ossia un amore fortissimo per Gesù e un immenso desiderio di donarmi agli altri attraverso Lui, ma loro non capiscono. Io di sicuro non mi arrendo, il mio amore per Gesù è troppo forte e sento che è quella la mia strada. Tu cosa ne pensi? Grazie di cuore D.! E grazie del tuo splendido blog! Un abbraccio,

(lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                     Sant'Alfonso Maria de Liguori sconsigliava ai giovani in discernimento vocazionale di confidarsi coi genitori su questo argomento. Purtroppo, anche molti genitori cattolici si oppongono alla vocazione dei figli. Dunque non mi stupisco affatto che anche i tuoi genitori abbiano delle “perplessità” al riguardo. È meglio cercare di evitare di parlare di vocazione con amici e parenti, poiché generalmente costoro non capiscono questi discorsi. Anzi, San Tommaso d'Aquino nella sua intramontabile Summa Teologica afferma che spesso i parenti sono di ostacolo alla vocazione.

Comunque, non devi assolutamente preoccuparti, perché per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita sei assolutamente libera, non sei tenuta ad obbedire ai genitori. Anche Santa Chiara, San Tommaso, San Gerardo Majella e tanti altri santi ebbero opposizioni in famiglia, e per obbedire alla vocazione furono costretti a scappare di casa. Quella che stai vivendo è una prova del tuo amore per Gesù. Come un soldato in battaglia devi resistere con ardore agli assalti del mondo, devi restare fedele a Cristo Re, il miglior Sposo che una donna possa avere.

Ma ipotizziamo (è solo una pura ipotesi) che effettivamente abbia ragione tua madre, e che il tuo desiderio di abbracciare la vita religiosa sia solo una fuga dalle responsabilità. Anche in questo caso non bisogna preoccuparsi, perché prima di emettere i voti perpetui passano molti anni, quindi durante il postulandato, il noviziato o la professione temporanea, potrai tranquillamente decidere di tornartene a casa tua, qualora tu ti accorga di non avere una vera vocazione. Fare un'esperienza di vita religiosa non è mica come andare a combattere la guerra in Afghanistan, non c'è nessun pericolo. Male che va, uno se ne ritorna a casa propria e ricomincia la vita nel mondo.

Ovviamente la mia era solo un'ipotesi per farti capire che non corri nessun rischio nel continuare a perseverare nel desiderio di donarti a Gesù buono. A dir la verità io nutro molte speranze che la tua sia una vera vocazione. Dirò di più, il tuo carattere solare ed allegro è un buon segno vocazionale. Al contrario, coloro che sono tristi e malinconici fanno sorgere delle perplessità sulla loro “vocazione”.

In genere le persone che non hanno una vera vocazione, appena entrano in convento si annoiano e non vedono l'ora di tornarsene nel mondo. Io penso invece che tu arderai d'amore per il tuo Sposo quando sarai sua “prigioniera” in convento, e lo ringrazierai per averti tolto dal mondo dove regnano le “vanità delle vanità”, e averti condotto in casa sua, dove ti sarà facile salvarti l'anima e ricercare la perfezione cristiana. L'unica cosa che ti chiedo è di scegliere un ordine fervoroso e osservante, non uno rilassato.

Ricordati che su questa terra siamo solo di passaggio per poco tempo, la nostra vera Patria è in Cielo, pertanto il nostro unico scopo deve essere di conoscere, amare e servire Dio, per poi poterlo amare per tutta l'eternità. Obbedendo alla vocazione e abbracciando lo stato di vita religioso ti sarà molto facile raggiungere il fine ultimo della tua esistenza.

Comprendo molto bene il tuo attuale stato d'animo. Questo è un momento importantissimo della tua esistenza, perché si sta avvicinando il momento di eleggere lo stato di vita. Non si tratta di una scelta qualsiasi, ma di una scelta di fondamentale importanza, pertanto è necessario non commettere errori.

Spero di esserti stato di qualche giovamento, ma rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Prego ardentemente il mio amatissimo Gesù di prenderti come sua sposa. Continuerò a pregare con tenacia fino a quando non verrò a sapere che ti sei arresa al suo amore per te. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun uomo che si lascerebbe flagellare, coronare di spine e inchiodare alla croce per dimostrarti il suo amore.

La Beata e Gloriosa Vergine Maria, Corredentrice del genere umano, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata dei peccatori, ti accolga sotto il suo manto e ti conduca all'amabile Gesù, Colui che può saziare il tuo cuore che ha sete d'Amore vero. Così spero, così sia.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

giovedì 15 gennaio 2015

Esperienza vocazionale tra le Carmelitane


Le donne nubili che desiderano fare un'esperienza vocazionale in un Carmelo
possono trascorrere dei giorni di riflessione e partecipare alla preghiera 
presso il Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano (Grosseto)

scrivere a:    carmelitane@gmail.com


Giorni di Preghiera e silenzio 

Solitaria sul ciglio della via che conduce alla Vita, ti capita di sperimentare la beatitudine dei piccoli quando leggi la tua fragilità come possibilità di incontro con il Signore. Nel deserto: qui è possibile ritrovare il volto di Colui che è, nel deserto del proprio vivere la solitudine di essere ciò che siamo, quando tutto sembra starti stretto perché aneli ad altro, attendi altro. E' così importante fare silenzio per ascoltare la sua voce!! Abbassare i volumi di ogni altro parlare per comprendere la sua volontà!

Quella sete, quella fame, quel torpore dell'inafferrabile, se solo tu allarghi gli spazi dell'attesa, ti salvano dal dissetarti alle paludi di una umanità ferma e ferita nel dispiegarsi della vitalità, dall'avventarti sui bocconi a sorpresa dell'immediato, dall'addormentarti su te stesso, nell'illusione che magicamente qualcosa cambi i tuoi giorni. Sogna pure, se vuoi, ma acqua di torrente che scorre dai monti cristallina e non si ferma a te che bevi ma continua a correre per dissetarti ancora più a valle... acqua di Sorgente!



venerdì 7 novembre 2014

Canti religiosi mp3

Le Monache Carmelitane del monastero "Janua Coeli" di Cerreto di Sorano (Grosseto) hanno registrato numerosi canti religiosi che aiutano a elevare l'animo alle cose celesti. Per scaricare gratuitamente i file mp3, cliccate qui.

venerdì 31 ottobre 2014

Ringraziare Gesù per la vocazione

Tempo fa una lettrice del blog sulla vocazione religiosa ha registrato una bella preghiera scritta dal zelantissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori e pubblicata in un suo libro per suore. 

Vi consiglio di ascoltare il file mp3, cliccando qui.

mercoledì 29 ottobre 2014

Vocazioni in età matura

Pubblico la lettera di una lettrice del blog vocazionale.


Gentilissimo amico,
                           ho recentemente scoperto il suo blog e lo seguo con estremo interesse. Sono una ragazza di 37 anni (amo definirmi così perché non sono mai stata sposata e non ho figli, oltre che per il fatto che mi ci sento :) che la riscoperta devozione sta rapidamente cambiando. Sono cresciuta in una famiglia che ha sempre praticato  la fede in maniera fervorosa e attiva, raccogliendosi in preghiera e assistendo chiunque ne avesse bisogno. 

Ho sempre cercato di seguire l'esempio che la mia famiglia mi ha impartito, ma solo di recente avverto una sensazione di incompletezza quando rivolgo le mie preghiere al Signore. E' come se sentissi che si aspetta di più da me ed io ne sto acquisendo consapevolezza solo ora. La sola idea che il Signore abbia visto in me qualcosa che io non ho mai scorto, qualcosa che potrei mettere fruttuosamente a suo servizio, mi riempie di gioia, ma mi mette anche di fronte alle mie fragilità e alla mia inadeguatezza. Il solo pensiero, però, di poter portare un contributo prezioso alla sua causa e di poter essere finalmente uno strumento nelle sue mani mi riempie di indicibile felicità. 
Mi sarebbe molto d'aiuto sapere cosa ne pensa delle vocazioni in 'età matura' e se esistono ordini che sono disponibili ad accogliere donne che vorrebbero donarsi al Signore per aiutarle ad intraprendere un cammino di crescita nella grazia di Dio.

La ringrazio moltissimo per il suo blog e per i suoi consigli. 

Un saluto affettuoso, 

(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                     a 37 anni sei ancora in tempo per abbracciare la vita consacrata, la maggioranza degli Ordini religiosi accogli volentieri vocazioni di persone della tua età. Il Signore è libero di chiamare chi vuole e quando vuole, anche se una persona ha superato i 35 anni.

Ti incoraggio a continuare a riflettere sullo stato di vita da eleggere. Spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti presto tutta per Sé, "catturandoti" in un convento o monastero fervoroso e osservante.  

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria, 

Cordialiter

mercoledì 22 ottobre 2014

Testimonianza

Pensieri di un’esperienza raccontata da Francesca, ora sr M. Ludovica dell’Emmanuele, giovane monaca carmelitana. 


Nella solitudine profonda fuggii. Era notte, la notte del mio esistere senza senso: nuovi orizzonti si aprirono finalmente nell’aurora di un giorno di libertà. Il Signore era con me, ma io non lo sapevo, dentro di me stringevo la sua presenza e in lui l’universo intero. Quella voce lontana mi spingeva: “Alzati e va’... Ti aspetto là, dove costruirai te stessa. Non ti preoccupare, Io sono con te e non ti abbandonerò, perché il tuo nome mi è caro. Ti proteggerò, sai, e dovunque andrai, Io sarò con te”. E andai. Il mare. Ricordo il sapore delle corse nelle notti d’estate con il mio cane, Dumba. Il silenzio di un buio familiare e delle acque che si accostavano mi accarezzava dentro. Il fragore del giorno si placava in quei momenti. E mi chiedevo che senso avesse la mia vita. Lavoro, amici, svaghi… e poi? Quell’angolo solitario che mi afferrava da quando ero piccina non si era riempito. Mi aspettava. E questa cosa mi intimoriva. Perché? Seduta sulla spiaggia con il cagnotto stanco sdraiato accanto a me ripensavo ai momenti in cui avevo ingoiato la solitudine come una spina che ti soffoca il respiro. Nessuno che comprendeva le tue parole, tutti che andavano per le loro strade, e io con qualcosa più grande di me che non riuscivo ad andare serenamente incontro alla vita. Quanto dolore! Unici compagni di giochi: Dio e i gatti. Sì, Dio giocava con me, lo sentivo accanto. Me lo vedevo, un babbo buono che mi teneva compagnia, buono come il mio babbo Mario che era lontano. I mesi della navigazione erano per me un’assenza insopportabile. Vivevo l’ansia della separazione da ciò che riempiva il cuore. Mi sentivo perduta perché non potevo attingere alla fonte della mia pace. Mamma lavorava. E io ero sola. Quanto parlava quella solitudine alla mia fame di accoglienza. Parlava di abbandono, di non considerazione, di mancanza vitale. Eppure quella solitudine scavava in me quelle esigenze insaziabili che mi hanno strappato al tran tran per portarmi al Carmelo. Il gusto del proibito era la mia passione. Avevo voglia di esperienze. Tutto doveva passare attraverso di me. Il sapore del consumare l’esistenza senza porsi troppi confini. Stavo buttando i miei anni tra le braccia del: tutto ciò che voglio, quando un pensiero concluse il mio correre. Non dormivo mai d’estate: le crepes uscivano dalle mie mani a migliaia tra le mille voci dei villeggianti nelle notti calde senza ore, gli scaffali del discount mi aspettavano durante il giorno. Un ritmo frenetico, e nei brevi spazi tra un lavoro e l’altro: gli amici, gli amori, le sfide. Dentro un senso di onnipotenza e di profonda umiliazione mi accompagnava. Ricordo che una sera per difendere un’amica afferrai il ragazzo che la stava offendendo con forza e lo buttai in mare. Quante volte penavo nel vedere le ingiustizie spicciole del quotidiano. Allora riandavo ai pomeriggi dell’adolescenza quando con il motorino me ne andavo in un angolo e bevevo il tramonto come risposta al dolore che attanagliava il mio cuore. Lacrime e domande scorrevano senza risposta. Il Signore non aveva posto nelle mie giornate, ce l’avevo con lui perché avevo ricevuto del male. Avevo provato anche a porre fine alla mia vita, ma il mio babbo mi aveva sempre salvato. L’ultima estate, non so perché, prima di andare al lavoro presi a entrare nella Chiesa vicina al discount e a parlare con quel Cristo appeso in fondo. Era diventato un appuntamento ormai, ogni mattina. Dopo anni, qualcosa tornava a tirarmi. Sei anni prima avevo pregato molto. Avevo 18 anni, quando mio padre ebbe un incidente stradale. Volevo a tutti i costi che si salvasse, e mi rivolsi a Dio. Non morì, ma il buco nel cervello lo lasciò come un bimbo di cinque anni. Per me fu come morire: era vivo, ma non era più il mio babbo. L’unica persona che veramente mi capiva, alla quale potevo dire tutto senza problemi, il mio unico vero amico, tutto il mio affetto.  Non capivo perché mi era stato tolto. E se pregavo, d’altra parte litigavo con Lui per quello che aveva fatto. Dopo anni mi ritrovavo a cercarlo e a chiedergli di portarmi via. Che senso aveva vivere? Fu allora che dissi: Mi vado a fare suora. Ero di quelle che sfottevano i preti e le suore, ma anche quella che faceva il primo soccorso, che andava come volontaria al centro per tossicodipendenti o al circolo anziani. Misteri del sentire umano… Dove andare? Mi piaceva la missione, l’Africa era il mio sogno. Andare ad aiutare i bambini, la gente di quelle terre in miseria. Chiedi a un prete che mi conosceva, qualche indirizzo. Mi disse di andare dalle mercedarie o dalle clarisse. Andai con un mio amico, ma non mi piacque l’accoglienza che ricevetti. E tornai via, senza aver concluso nulla. Il Signore sapeva dove aspettarmi. Fu una signora cliente del discount dove lavoravo che mi indicò un posto dove andare: Cerreto. Lo cercai sulla cartina perché non avevo idea di dove fosse. E un pomeriggio andai. Un luogo semplice, senza pretese. Mi fecero accomodare in parlatorio e lì incontrai le suore. Mi piacquero. Erano normali, non mi sentivo a disagio. Chiesi: Voglio vedere come si fa a diventare suora. Tornai la settimana dopo. Non capivo cosa stava succedendo. So solo che mi licenziai dai posti di lavoro che avevo. E partii. Si apriva il capitolo più importante della mia vita, quello che sto vivendo ora. Mi piaceva quel silenzio, la preghiera, il poter leggere e pensare, lo stare insieme. Mi mancavano tanto però gli amici, il mare, il mio cane, il mio babbo. Non sapevo cosa fare. Appena decidevo in cuor mio di andar via, Qualcuno con forza mi diceva: “Rimani”. Anche la notte, mi svegliavo e quell’invito non mi lasciava: “Ma dove vai? Rimani”. Un solo pensiero mi attraversava la mente: Sarò degna di servirlo? E rimasi.

Dopo un anno e mezzo posso dire di aver intuito il perché sono qui. L’impegno nel lavorare alla propria trasformazione interiore che al Carmelo è pane quotidiano mi sta facendo scoprire la bellezza della mia vita umana. Gli scogli più aspri della mia storia mi stanno rivelando la predilezione di Dio che mi ha raggiunto attraverso la sofferenza rendendomi capace di andare oltre il vissuto. L’uscire da me stessa, una me stessa camuffata nell’immagine di ragazza ultramoderna trasgressiva e senza debolezze, mi sta donando il mio vero volto. E quando chiedo a  Babbo: “Perché proprio io?” e Lui mi risponde: “Mi è piaciuto il tuo cuore”, capisco che la chiamata è un mistero come è un mistero la risposta. Quale parte ho avuto io? Forse quella di non aver chiuso mai i battenti alla speranza che ci fosse qualcosa di bello anche per me e di aver ascoltato passo passo quella voce profonda che mi indicava. Con te oggi dico grazie al Signore per avermi donato di partecipare al Suo dono di Amore. 

Il 2 febbraio di due anni fa ho fatto i voti e indossato l’abito carmelitano. Conto sulla tua preghiera per il mio cammino. Io ti ricorderò nelle mie giornate consacrate all’Amore.


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Per contattare le Carmelitane di Cerreto di Sorano, scrivere all'indirizzo:  carmelitane@gmail.com

mercoledì 1 ottobre 2014

Pregare per un'amica

Riporto la risposta che ho inviato a una lettrice del blog.

Carissima sorella in Cristo,
                                          nella tua precedente lettera mi avevi detto che stavi passando un periodo difficile da un punto di vista spirituale, poi non ho più ricevuto tue notizie per alcune settimane. Ti confesso che durante questo periodo mi sono un po' preoccupato per te. Mi spiego meglio. Certe persone dopo la conversione vivono un periodo di fervore e desiderano fare qualsiasi cosa per piacere a Dio, anche abbracciare la vita religiosa. Poi, appena arrivano le difficoltà e le persecuzioni, si arrendono e ritornano alla vita mondana che conducevano in passato.

Sono contento di sapere che in questo periodo di difficoltà non hai tradito Gesù tornando alla vita mondana, ma hai continuato a perseverare sulla “via stretta” che conduce alla Patria Celeste. Hai fatto benissimo ad abbandonare i trucchi e gli abiti succinti. Se una ragazza è carina, non ha bisogno di usare trucchi e cosmetici vari, anzi, usandoli rischia di trasformarsi in un ridicolo clown. Se invece è bruttina, coi trucchi diventa ancora più bruttina. Una cosa del genere la diceva anche San Giovanni Crisostomo nelle sue omelie in cui esaltava la castità. Per quanto riguarda gli abiti che scoprono troppo il corpo della donna, nessuna ragazza davvero cristiana dovrebbe indossarli. Questi abiti volgari e spudorati servono solo a catturare gli sguardi impuri di persone schiave della lussuria e dell'iniquità. Al contrario, le persone che praticano la virtù della purezza disprezzano gli abiti seducenti e considerano degne di commiserazione coloro che li utilizzano. La gente deve apprezzarti per le tue qualità interiori, l'aspetto fisico è secondario. Questo discorso non vale solo per le ragazze che aspirano ad abbracciare la vita religiosa, ma vale anche per quelle che intendono sposarsi. Usando abiti provocanti si attirano corteggiatori di poca virtù, invece utilizzando abiti che rispettano il pudore, si attirano corteggiatori virtuosi che desiderano trovare una sposa seria e ricca di virtù, non una donna sfacciata e spudorata.

Alcuni pensano erroneamente che il cristianesimo sia una Religione maschilista. Ciò è falso! Il vero cristiano ha un grande rispetto della donna perché anch'essa ha un'anima creata ad immagine e somiglianza di Dio. Al contrario, la società moderna infestata dal materialismo e dall'edonismo ha ridotto la donna a un oggetto da sfruttare per fini turpi, per poi gettarlo via come uno strofinaccio usurato quando non è più utilizzabile. Una grave responsabilità della situazione attuale della società è addebitabile alle sette massoniche che tramano contro la Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Gesù Cristo. Spesso sono i massoni coi loro potenti mezzi di comunicazione sociale a depravare e corrompere i cuori sin dall'infanzia.

Un altro grave problema che affligge la Chiesa è il tradimento di coloro che pur professandosi cattolici, in realtà hanno aderito allo spirito mondano che appesta la società. Tanti cristiani seguono la mentalità relativista che domina il mondo e quindi accettano cose gravemente immorali come l'aborto, il divorzio, la contraccezione, i rapporti prematrimoniali, l'adulterio, il “matrimonio civile” tra omosessuali, l'uso della droga, ecc. Quei cattolici che coerentemente continuano a lottare contro queste cose immorali vengono ingiustamente considerati come arretrati, medievali, oscurantisti, intolleranti e fanatici fondamentalisti. Non bisogna stupirsi di ciò, infatti i veri cristiani sono sempre stati calunniati e perseguitati come fu calunniato e perseguitato Gesù Cristo quando venne sulla terra.

Come tu stessa hai notato, molti cristiani hanno aderito anche al relativismo dogmatico, pertanto credono che tutte le religioni sono uguali e negano che Gesù Cristo sia l'unico Salvatore del genere umano. L'eresia modernista col suo immanentismo sta distruggendo il senso del “soprannaturale”, dunque si è diffusa la pestilenziale idea che nega la soprannaturalità dei miracoli, non solo quelli approvati dalla Chiesa a Lourdes, ma persino quelli raccontati nella Bibbia, la quale è Parola di Dio. Il Signore non può mentire, perché è Verità infinita.

San Pio X disse che non pochi sacerdoti avevano aderito all'eresia modernista, quindi non devi stupirti più di tanto quando senti certi preti affermare cose “strane”. Noi dobbiamo restare fedeli a ciò che i Sommi Pontefici hanno sempre insegnato, pertanto se il Papa dice una cosa e un prete dice una cosa contraria, noi dobbiamo seguire l'insegnamento del successore di Pietro, il Vicario di Cristo sulla terra.

Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita, spero solo che tu faccia la volontà di Dio. Tuttavia, nell'autobiografia di Santa Teresa di Lisieux si legge che questa eroica carmelitana pregava affinché il Signore donasse la vocazione anche a sua sorella Celina; non voleva che il suo cuore cadesse nelle mani di qualche uomo della terra (in effetti Celina aveva qualche corteggiatore), ma alla fine entrò anche lei nel monastero di clausura. Inoltre nello stesso libro si legge che la sorella di una novizia pensava alle cose della terra, ma Santa Teresina e la novizia si misero d'accordo nel fare una crociata di preghiere per ottenerle la vocazione religiosa, e alcune settimane dopo anche quella ragazza entrò in monastero. Che voglio dire con ciò? Dico che desidero che sia fatta la volontà di Dio su di te, tuttavia ciò non mi impedisce di pregare Gesù buono di prenderti come sua sposa in qualche ordine religioso fervoroso e di stretta osservanza. Come Santa Teresina nei confronti di Celina, anche io nei tuoi riguardi spero che il tuo cuore non venga conquistato da un ragazzo della terra.

Mi piace nei cristiani lo spirito combattivo e militante, pertanto ti incoraggio a proseguire le tue letture apologetiche per la difesa della Fede, la riconquista delle anime e la maggior gloria di Dio.

In Corde Matris,

Cordialiter